Allenare un fighter: la preparazione atletica di Nick Ciriani

 

L’articolo è diviso in due parti: la prima è incentrata sulla preparazione generale e le caratteristiche necessarie allo sport della boxe.

Nella seconda parte andremo ad analizzare nello specifico la preparazione dell’atleta che seguo, proponendo delle proposte pratiche nella preparazione atletica de questo sport.

 

 

IL MONDO DEL PUGNO

Il 21 Ottobre scorso al Palasport Forum di Pordenone, alcuni tra i migliori pugili PRO italiani ed internazionali si sono incontrati per la contesa della cintura di campione italiano (categorie Pesi Leggeri e Pesi Mediomassimi) e per il titolo internazionale WBC (categoria Pesi Mosca).

Un evento di spessore e un’organizzazione che raramente si trova durante gli eventi degli “sport minori” qual è il pugilato in Italia oggi.

“Sport minori”…affermazione triste ma vera. Triste per chi come me si è innamorato di uno Sport che nella sua “natura violenta” racchiude tutti i valori puri dello Sport. Uno Sport popolato da persone che ti fanno sentire a casa anche se vivi a 500 chilometri di distanza, che ti chiamano fratello e sono pronte a darti una mano pur non avendoti mai visto prima.

Di maestri non gelosi dei propri saperi, ma orgogliosi di condividere la loro personale arte anche con gli avversari pur di elevare la qualità dello Sport che amano.

Personalmente non ho mai praticato il pugilato, sono un ex-calciatore, laureato in Scienze Motorie e specializzato in Scienza dello Sport. Mi sono accorto tardi dell’importanza della preparazione fisica nello Sport, forse non l’avevo mai considerata prima di raggiungere un certo livello di maturità accademica.

Oggi, inventatomi prima pesista (agonista solo per la gioia di mettermi alla prova un’altra volta) e poi powerlifter (attualmente ancora amatoriale), queste tematiche fanno parte di tutto ciò che leggo e ricerco.

Nicola Ciriani il 21 Ottobre scorso si è laureato Campione Italiano nei Pesi Mediomassimi. Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere un atleta esperto, meticoloso ed estremamente generoso (a volte troppo generoso) e soprattutto una persona gentile, che ama la vita, un uomo vero.

A questo punto vorrei illustrare alcune delle logiche che ho utilizzato per la stesura dell’allenamento fisico di Nick, che credo abbiano contribuito al suo successo.

Prima di addentrarci in tecnicismi più dettagliati, per la stesura di una programmazione dell’allenamento intelligente, vanno considerati alcuni parametri di partenza:

  • Il livello condizionale iniziale dell’atleta
  • Il tempo a disposizione

 

 

 

LIVELLO CONDIZIONALE DI PARTENZA 

A causa di un infortunio e della difficile organizzazione degli appuntamenti agonistici di questa disciplina, Nicola era fermo da diversi mesi.

Continuava ad allenarsi in palestra ma, com’è consuetudine in questo ambiente, lo faceva da solo e senza uno straccio di programma o una qualche idea logica che lo potessero portare a livelli più elevati di condizione fisica e tecnica. Un vero spreco per atleti di tale caratura, permettetemi lo sfogo.

Per la comprensione del livello condizionale di partenza in questa prima fase sono stati prescritti solo un test di valutazione del controllo motorio ed uno di valutazione del fitness aerobico.

Nel primo caso sono stati selezionati alcuni test tra quelli propri del protocollo FMS. Per la valutazione della condizione aerobica è stato prescritto il test di Billat per la VAM (Velocità Aerobica Massima).

 

 

TEMPO A DISPOSIZIONE 

La preparazione fisica di Nicola è iniziata la prima settimana di Luglio, 17 settimane prima del match, tempo sufficiente.

Personalmente sono sempre più convinto che il lavoro di un preparatore fisico non sia tanto quello di trovare le migliori combinazioni tra le metodiche utilizzate per l’allenamento delle diverse capacità motorie. Oppure quello di trovare delle soluzioni nuove.

Piuttosto penso sia importante utilizzare la variabile tempo nel miglior modo possibile, per incastonare tutti i pezzi necessari ed ottenere il massimo risultato sperabile nel tempo a disposizione.

Mi spiego meglio: se la data di un match è fissata, non si può rimandare, si deve prendere quanto di meglio si può prendere dal tempo che si ha a disposizione e questa è la più grande incognita di tale sport.

 

Nelle discipline cosiddette “pure” (sollevamento pesi, powerlifting, ecc…) la gran parte dell’allenamento fisico è dedicata al gesto prestativo stesso.

Quando si prepara fisicamente un atleta di qualsiasi altra disciplina si deve fare riferimento al modello prestativo dello sport in esame: i metabolismi energetici coinvolti, i principali substrati energetici depauperati, l’ergogenesi dell’esercizio (la proporzione di coinvolgimento dei diversi sistemi energetici), il ruolo ed il tipo di forza in gioco, l’esigenza di capacità coordinative specifiche.

 

 

I FATTORI DELLA BOXE

Le caratteristiche della boxe nello specifico sono quelle di:

  • Colpire con potenza l’avversario;
  • Difendersi con prontezza;
  • Spostarsi velocemente

Questo in match di durata variabile:

  • 3 x 3 minuti intervallati da 1 minuto di pausa (pugili dilettanti dall’età di 17 anni compiuti);
  • 4<Y<12 x 3 minuti intervallati da 1 minuto di pausa (pugili professionisti)

 

Tutto questo mettendo in atto dei gesti motori estremamente complessi costruiti su una tattica di gara, che varia in base alle proprie caratteristiche e a quelle dell’avversario, mutevole durante l’incontro e in funzione dell’avversario e dell’affaticamento.

Semplice no?

Un altro indice della qualità della preparazione atletica è inoltre la riduzione del rischio di infortunio, variabile difficilmente controllabile negli sport da combattimento.

Per loro natura prevedono frequenti e violente collisioni durante la gara ed hanno di conseguenza un alto tasso di eventi lesivi.

Le tabelle presentate di seguito, estratti di due articoli di recente pubblicazione, evidenziano come i distretti statisticamente più infortunati nella boxe siano mano e polso. Seguono altri distretti dell’arto superiore e le porzioni di corpo maggiormente esposte agli attacchi dell’avversario (il bersaglio).

 

Tabella 1: Michael Loosemoore et al. 2015. “Boxing injury epidemiology in the Great Britain team: a 5-year surveillance study of medically diagnosed injury incidence and outcome.” BJSM, 0: 1-8

 

 

 

Tabella 2: Shelby Karpman et al. 2015. “Combative Sports Injuries: An Edmonton Retrospective.” Clin J Sport Med, 0:1-3

 

 

Per questo motivo in alcune fasi dell’allenamento di Nick è stato introdotto il “grip training” per il rinforzo dei muscoli dell’avambraccio in concomitanza con lo sviluppo generale della forza.

A tale scopo e per non prolungare la durata delle sedute, Nicola ha utilizzato prese spesse durante l’esecuzione di alcuni degli esercizi del proprio programma di forza.

Di seguito verrà presentato, un po’ più nel dettaglio quello che è stato il modello di riferimento utilizzato per la programmazione dell’allenamento di Nicola.

 

Figura 1: Modello prestativo del pugile. Tudor Bompa, PhD e Carlo A. Buzzichelli. “Periodizzazione dell’allenamento sportivo-nuova edizione”. Calzetti & Mariucci Editori di Roberto Calzetti Editore srl, via del Sottopasso, 7 – Torgiano PG, 2017

 

Tradotto in parole semplici, il pugile deve:

  • Possedere una massiccia base aerobica per supportare le richieste metaboliche dell’incontro e per provvedere ad un rapido recupero durante l’intervallo tra un round e quello successivo;
  • Possedere una sviluppata forza massima, base per sviluppare grande potenza di colpo;
  • Sviluppare uguale potenza di colpo per tutto il match o avere delle perdite di potenza di colpo minime durante l’incontro.

 

Nel prossimo articolo vedremo l’applicazione di questi principi nella preparazione di Nick Ciriani.

 

 

Marco Carlin

Marco Carlin, classe ’92, nato ad Agordo (BL) nel cuore delle dolomiti venete. Tra le diverse discipline tipicamente invernali che si praticano nel luogo in cui cresce, sceglie il calcio. Pratica questo sport a livello agonistico fino all’età di 22 anni, militando in categorie di media qualificazione (Campionato di Eccellenza). Laureando in Scienze Motorie, si avvicina al mondo dei pesi lavorando in diverse palestre della provincia udinese come istruttore e Personal Trainer. A Udine si specializza in Scienza dello Sport e, riconoscendone il valore nella preparazione atletica, nel 2015 si avvicina alla pratica della Pesistica Olimpica, gareggiando per la Associazione Pesistica Udinese. Mai sazio di mettersi alla prova, è preparatore fisico per la squadra di pugili della APU (Associazione Pugilistica Udinese) dove segue atleti dilettanti, professionisti ed il settore giovanile. Appassionato studente ISCI (International Strength and Conditioning Institute) attualmente è anche Personal Trainer (Palestra Fitness University) e pratica Powerlifting nel tempo libero.

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