Il Bent Press è uno degli esercizi caduti nel dimenticatoio che però ha scritto la storia degli esercizi della forza.

Quella storia che oggi chiamiamo Oldtime Strongman Schools.

IL BENT PRESS, UN PO’ DI STORIA

Inizio con un po’ di storia di questo esercizio, sperando di risvegliare il vostro spirito arcaico.

Sigmund Klein, strongman e bodybuilder americano, proprietario di palestre e di una casa editrice descriveva così questo magnifica alzata:

Io credo che i più grandi sollevatori di peso abbiano commesso l’errore di ignorare il bent press. Non credo esista esercizio più impressionante di questo, reso famoso da Eugen Sandow a fine ‘800, ma usato già da Richard Pennel e dai fratelli McCann. Il bent press rappresentò la prova di forza più importante dal 1890 al primo dopoguerra.
Sono sempre stato un grande ammiratore di quest’ esercizio, che sviluppa praticamente ogni muscolo e richiede anche una notevole forza e flessibilità di ogni parte del corpo per mantenere l’equilibrio.
Occorre ricordare sempre di mantenere l’avambraccio perpendicolare al pavimento e spostare l’anca indietro, iniziando a piegarsi lateralmente e in avanti. È necessario ricordare quando iniziare a piegare la gamba destra, quando a spingere con tutta la forza il peso, quando a fare lo squat finale, e quanto tempo per rimanere sotto il peso prima di tornare alla posizione di partenza. Tutti questi accorgimenti sono molto importanti per padroneggiare la tecnica dell’esercizio.”

La storia del Bent Press, purtroppo, non è di facile ricostruzione.

Proverò, in questo articolo, a rendere lustro ad uno degli esercizi più importanti nel mondo del sollevamento pesi di un tempo, sperando che, nel nostro futuro, non rimanga solo che uno sbiadito ricordo di tale gesto.

Sicuramente, Eugen Sandow è tra le persone più citate quando parliamo di Bent Press.

Fu Ludwig Durlacher, conosciuto come il “professor Attila” ad insegnarlo a Sandow e sicuramente, è quest’ultimo ad averlo reso popolare al Mondo intero verso la fine del 1880, nonostante fosse già utilizzato da Richard Pennel e dai fratelli McCann.

IL BENT PRESS ESERCIZIO CONTROVERSO

Il Bent Press non è mai stato molto popolare tra i sollevatori.

La maggior parte di loro riscontrava grandi difficoltà ad eseguirlo. Infatti, molti non erano in grado di sviluppare quella mobilità necessaria che gli permettesse di posizionarsi sotto il peso senza perderne il controllo.

Spesso limitazione causata dalla loro stazza fisica.

Molti strongman, data la mancanza di tecnica specifica, accusavano il Bent Press di essere un esercizio potenzialmente pericoloso ed incline agli infortuni.

Alcuni ritenevano, addirittura, che non fosse adatto per coloro che avevano bisogno di allenare espressioni di potenza, perché secondo loro, tale gesto era “lento” e lenti li avrebbe resi allenandolo.

Tutto ciò non ha nessuna validità concreta.

Basta citare alcuni esempi, per rendersi conto che oltre ad essere forti gli strongman di quei tempi, erano anche molto potenti.

Ammirate G.W. Rolandow  nelle sue performance, è vi renderete voi stessi conto dei suoi incredibili livelli di forza esplosiva.

Il professor Attila riteneva il Bent Press un esercizio alla portata di tutti.

Riteneva, fondamentale la quantità di tempo investita a praticarlo. Solo con il tempo, tutti, lo avrebbero dominato.

In contrapposizione, altri pesisti ribattevano fortemente le limitazioni di tale gesto, derivate dalla struttura fisica, primo tra tutti Alan Calvert.

Dalla mia esperienza, credo che non esistono strutture fisiche più o meno adatte per questa alzata.

Una corporatura caratterizzata da un tronco snello, può avere una maggiore facilità di “incastro” sotto il peso, ma sarà meno avvantaggiata in fase di chiusura rispetto ad una struttura più robusta che sicuramente risente meno delle forze di taglio sulla mid-section.

Tra i grandi Bent Pressers infatti ritroviamo varie tipologie di corporature, dalle più robuste alle più esili : Saxon, Hackenschmidt, Neubauer, Wareing, Nordquest, John Grimek, Matysek, Roy L. Smith ,Owen Carr.

CONSIGLI SU COME APPROCCIARSI ED ESEGUIRE IL BENT PRESS

Bent press LNF
Immagine presa da simplexstrong.com

Il Bent Press è senza dubbio uno degli esercizi più difficili da padroneggiare. Se lo paragoniamo alle altre forme di press credo che sia indiscutibile la sua elevata difficoltà.

La sua esecuzione mette sotto stress ogni comparto del corpo nella sua totalità. Infatti, non richiede solo forza nei prime movers e stabilizzatori, ma richiede notevoli doti di mobilità articolare e flessibilità.

Sii paziente, ci vuole tempo per sviluppare l’elasticità e la flessibilità necessaria per la corretta esecuzione del Bent Press.

Se vuoi dominare al meglio tale alzata, ti consiglio alcuni esercizi propedeutici che potranno agevolarti in questo percorso, tra i primi sicuramente ti consiglio:

  • windmill (in piedi ed in ginocchio)
  • arm bar
  • arm bar bent press

Su il Windmill e l’Arm Bar ho scritto un articolo che ti consiglio di leggere, per avere le idee chiare: Windmill ed Arm Bar. Forza e Flessibilità

Inizia con un peso leggero, concentrati sulla forma e controlla la tecnica fino alla chiusura.

Ovviamente, vale la regola della personalizzazione come per qualsisi esercizio.

Ogni esecuzione potrà essere leggermente modificata, in modo da rispondere al meglio alle dote del singolo atleta, specialmente per quanto concerne mobilità e flessibilità.

Durante l’esecuzione, è di particolare importanza tenere bene a mente che l’avambraccio deve stare perpendicolare al pavimento,  spingere l’anca indietro e simultaneamente utilizzare il dorsale per “tenere” il peso.

È necessario, inoltre, ricordare che il Bent Press non è una alzata considerata di “spinta”, ma è un’alzata complessa, multiassiale, dove complessi meccanismi di forze entrano in gioco per vincere la resistenza del carico.

Quando il tuo hip hinging laterale è massimo, ed il carico è stabilizzato dritto ai tuoi occhi, quello è il momento di alzarti e trovare il lockout verticale, non aver fretta, attendi il giusto momento.

Ricorda, il principio alla base del Bent press, sta nel mantenere il peso alla stessa altezza, portando il corpo sotto il carico e non viceversa!

Il record di questa alzata è di 371 pounds (168 kg) eseguito da Arthur Saxon, ma ci sono testimonianze non ufficiali di una sua alzata di 409.5 pounds (185.7 kg).

CONCLUSIONI

Spero che questo articolo contribuisca a rendere onore a questa alzata che pian piano sta uscendo dal mondo del ferro, che gli appassionati del mondo della forza tornino ad inserirla nei protocolli di allenamento moderni per creare uomini forti come un tempo.

Un libro che ti consiglio di leggere su tale tema è il seguente:

“Taming the Bent Press: A Guide to the King of Lifts” di Dave Whitley

Stay Strong, alla prossima.

Matteo Cresti

About Matteo Cresti

Matteo Cresti, nato a Siena, classe 1982. Laureato in Ingegneria Gestionale e Sport Specilist in Scienze Motorie svolge la sua professione di preparatore atletico, movement specialist e Strength & Conditioning Coach a Siena, principalmente nella Accademia da lui fondata: Spartan Warriors Academy. Fin da piccolo ha praticato sport a livello agonistico, nello specifico Basket e Tennis. A soli 10 anni riesce a classificarsi terzo ai campionati regionali organizzati dalla FIT. Successivamente lascia con rammarico il tennis. Prende così una pausa dall’agonismo e ne approfitta per iniziare la sua costruzione fisica. Da sempre appassionato delle arti marziali, prima pratica Full Contact, poi Kick Boxing seguito dalla campionessa Mondiale Cristina Cerpi. Grazie a questa esperienza forma il “suo credo” e la sua filosofia di training. Dopo alcuni anni, inizia il percorso nel Jeet Kune Do, nel Kali e nella difesa personale sotto la guida del Maestro Luca Pizzoni, al fine di incontrare i grandi discepoli di Bruce Lee. Purtroppo in preparazione ai campionati Italiani di Sanda si infortunia e così si conclude prematuramente la sua esperienza con questo fantastico Mondo. Dalla riabilitazione al ginocchio nasce l’amore per la cultura fisica ed inizia così l’approccio a questo nuovo Mondo. Alla sua prima competizione nel 2010 si presenta come vice campione Italiano pesi massimi FIBBN. Per i successivi 3 anni farà ulteriori competizioni dove spesso salirà sul podio o sul gradino più alto. Concluderà questa esperienza con il sesto posto ai Mondiali WNBF. Deluso dall’ambiente del Culturismo Italiano, inizia la sua nuova avventura nel panorama dello Strength Training. Frequenta prestigiosi centri Italiani dell’allenamento della Forza per imparare al meglio le alzate del Powerlifting e tutto ciò che riguarda questo Mondo. Inizia nel 2014 la sua avventura in Strongfirst - School of Strength coronando il risultato di Beast Tamer nel novembre del 2017. In questa scuola acquisisce le qualifiche di SFG2, SFB e SFL, tutte le certificazioni che il percorso mette e disposizioni per gli allievi. Insaziabile di sapere frequenta i corsi dei migliori preparatori atletici, tra cui quello offerto dall’ISCI del professor Carlo Buzzichelli. La sua attuale filosofia di training si basa sull’educazione al movimento ed una maniacale gestione dello schema motorio da allenare. Utilizza FMS, OS Reset, GF Method e Body Flow per ridare alla persona libertà e capacità di movimento. Da diversi anni è entrato profondamente nel mondo della preparazione atletica per gli sport da combattimento, in particolare nel pugilato professionistico, nelle MMA, judo e karatè. Esperienza pluriannuale con squadre di calcio e motociclismo amatoriale.

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