Cosa fa un Coach?

 

 

Spesso mi viene chiesto:

“Cosa fa un coach?” 

Bella domanda! È una di quelle volte in cui è necessario avere idee veramente chiare e capacità di semplificare i concetti, portandoli a quello che io chiamo “il livello zappa” senza svilire i contenuti. 

Un modo utile per raggiungere questo livello di efficacia è quello di immaginarsi di avere davanti un bambino di 6 anni, animato da grande curiosità, ma da mezzi comunicativi e da maturità elaborativa diversi dalla nostra.

 

Coach” in inglese significa guida.

Di fatto un coach è proprio questo, una guida.

Una guida è uno strumento che tu usi arbitrariamente, ma che non prende mai il sopravvento sulle tue decisioni. E questo deve appunto fare un coach.

 

 

QUALI SONO LE AZIONI CHE CONTRADDISTINGUONO UN COACH? 

  • L’osservazione. Per prima cosa un coach è un eccellente profiler. È una persona capace di cogliere in modo chiaro e preciso quali sono le caratteristiche visibili e non visibili della persona che ha davanti. Per arrivare a coglierle usa diversi strumenti e tutti i sensi che può coinvolgere: quanto più è attenta, completa e ovviamente rispettosa l’interazione con il suo coachee – cliente o assistito – tanto più è facile avere un quadro di cosa è necessario mettere in campo con chi si ha davanti.

 

Cosa fa un coach LNF

 Raccogliere informazioni significa dedicare tempo alla compilazione di file, allo studio e all’ascolto.

 

  • L’approfondimento. Un coach fa tante domande, e solo dopo aver chiesto e ottenuto tante informazioni procede con l’elaborazione di quelle informazioni, per capire chi sei e da dove parte il tuo percorso. Ad esempio: riporto una situazione che come fitness coach mi capita ogni giorno. Quando mi scrive una persona che vuole intraprendere un percorso con me, inizio la mia parte di osservazione basandomi su quanto mi ha scritto, cosa mi ha scritto, e come mi ha scritto. Ogni dettaglio è significativo. Anche la mancanza o presenza di punteggiatura è estremamente indicativa della persona che mi sta scrivendo. Da lì proseguo facendo una lunga serie di domande dirette in cui le risposte, nel contenuto nella forma, mi raccontano sempre meglio che ho davanti. In base a ciò che deduco, so cosa scrivere, cosa dire e come procedere.

 

 

Avere consapevolezza di sé è uno dei requisiti per iniziare un cammino e il tuo coach deve aiutarti ad acquisire questo requisito

 

 

  • L’adeguamento alle modalità dell’interlocutore. Facciamo finta che io sia una persona che non ha mai fatto attività fisica nella sua vita. Entro in palestra, viene da me la persona che dovrà allenarmi, mi guarda come se fossi una cimice, perché sono visibilmente fuori forma e intimorita, e per prima cosa mi appiccica addosso il suo modello di allenamento stile ‘Ufficiale e gentiluomo’, trattandomi a pesci in faccia, e ordinandomi di fare 100 piegamenti sulle braccia come riscaldamento. Pensi che questo comportamento sarebbe adeguato al mio livello? E non parlo esclusivamente di livello fisico, ma parlo per prima cosa di livello emozionale. Eppure, questa è una scena che ho visto centinaia di volte. Si pensa che il metodo “del cazzodurismo” (perdonami, ma questo francesismo è insostituibile) sia quello con cui si risulta fighi e competenti. Più sei cattivo e stronzo, più ti daranno credito e meriterai stima. Oppure, semplicemente, accadrà avrai la palestra vuota. Non creare connessione con chi hai davanti rende impossibile ogni comunicazione.

 

  • Creazione di una sintonia. Torniamo all’esempio di prima. Entro in palestra, fuori forma e timorata: se invece di aggredirmi con le tue regole ti metti nei miei panni, pensi a quanto male posso stare e quanto imbarazzo posso provare in quel momento. Se lo fai, è molto facile che ti venga spontaneo avvicinarti a me con grande tatto e farmi domande sul perché sono lì, su cosa voglio fare, su chi sono, e su come sia possibile farmi passare da ameba informe a persona in forma. Il favoloso effetto collaterale di tutto questo sarà avermi immediatamente tra gli iscritti alla palestra e guadagnarti la mia fedeltà a vita.

 

  • Guidare le scelte. Ecco, finalmente ci siamo arrivati. Siamo arrivati al punto focale con cui erroneamente si identifica un coach, il momento nel quale il coach affianca la persona che lo sceglie e l’aiuta concretamente a fare una crescita. Come vedi però, è soltanto il 5° di una serie di passi che risultano molto meno noti ai non tecnici, e in generale al pubblico spicciolo che subisce i video dei vari “GURI motivazionali” pronti a raccontarti cosa devi fare per cambiare la tua vita, senza sapere chi cavolo sei.

 

 

 Orientare le scelte di chi si aiuta significa mostrargli le conseguenze delle direzioni in cui può potenzialmente muoversi.

 

 

  • Rimanere al proprio posto, nel proprio ruolo. Questo punto è strettamente connesso al precedente, anzi, volendo dovrebbe essere un corollario del precedente. Ma preferisco metterlo a parte per sottolinearne l’importanza. Troppe volte vedo sedicenti coach essere in realtà dei consulenti. È importante che sia ben chiaro nella tua mente che cosa è un consulente e che cos’è un coach. Il coach è una persona che aiuta a te a valutare le tue scelte, senza mai suggerirti cosa fare, come farlo, quando farlo. È il termometro delle tue decisioni, e ti segnala le temperature, affinché tu scelga quale per te, è solo per te, è migliore. Il libero arbitrio e quindi la possibilità di scegliere anche cose sbagliate rimane tuo. Un consulente è una persona pagata per fornirti e affidarti il suo punto di vista, fartelo seguire, e consegnarti di conseguenza uno schema di successo che, proprio perché ritenuto tale, va seguito alla lettera. Puoi essere entrambe le cose, come capita a me nel mio lavoro, ma è FONDAMENTALE che tu sappia sia distinguere che coniugare i 2 ruoli senza sovrapporli.

 

 

COSA ASPETTARTI DA UN COACH?

Credo che ora tu possa avere idee più chiare, e possa cominciare a capire perché, tante persone che si spacciano per coach, non ti hanno mai convinto “a pelle”. A volte non riusciamo a dare un nome tecnico alle nostre sensazioni, ma semplicemente abbiamo degli ottimi canali per registrare delle incongruenze importanti: arrivano parole che colpiscono le orecchie, e azioni che colpiscono la pancia…e non sono in sintonia!

Se si definisce coach qualcuno che, mentre ti alleni e fatichi, ti urla “Dai dai daiiii!” e basta, hai ragione a non esserti fatto convincere. Se si definisce coach qualcuno che ti dice “Fai come ti dico io, e non discutere!”, magari è un ottimo consulente, e anche questo ha un valore.

Ma da un coach devi aspettarti la costruzione della TUA libertà di azione, la scoperta dei TUOI mezzi e l’affiancamento lungo la TUA strada.

 

Dico scherzosamente che ci sono i coach e i..COCC.

🙂

Ora hai gli strumenti per scegliere usando dei criteri di indagine, e soprattutto per scegliere senza essere vittima di affabulatori a cui non interessa la tua crescita.

Aspettati e ricerca ascolto, empatia, condivisione: sono le qualità che renderanno te e il tuo coach la TUA squadra!

 

 

 

 

Giovanna Ventura

Giovanna è esperta di cambiamento.
Da 27 anni aiuta le persone a cambiare vita e punto vita. Supporta coloro che pensano di non farcela: li accompagna alla scoperta delle proprie capacità, per usarle con successo e per raggiungere l’aspetto, il benessere, l’autostima che desiderano. Ha seguito un percorso duplice che ha abbracciato, e abbraccia tuttora, la sua vita: lo sport, in tante sue forme, e la conoscenza del cervello umano. Per questa ragione non stupirti se nei suoi articoli si mescoleranno filosofia antica, coaching, programmazione dell’allenamento e studio del linguaggio. Per sapere nel dettaglio qual è stato il suo percorso e come si sviluppa il suo lavoro, ti mando  in QUESTA SEZIONE: troverai informazioni sulla sua metodologia di allenamento e crescita personale, Train With Brain ™. Web: giovannaventura.com, fitmominaction.com, be-your-best.it Email: giovannaventura@giovannaventura.com.

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