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Forza e Strongman. Solo Forza bruta?

by Antonio Chiarelli
Forza e Strongman LNF

Forza e Strongman sono un connubio inscindibile nell’immaginario comune. Se immaginiamo un atto di forza, ultimamente è impossibile non pensare allo stacco di Thor Bjornsson!

Però il concetto di forza, nello Strongman, non si limita solo alla stravolgente performance di Thor, ma c’è molto di più.

FORZA E STRONGMAN. PREMESSA

Nel Mondo Accademico e dei Trainer da Scrivania, l’arte del classificare e catalogare le performance in base a parametri ben definiti ed etichettabili, è sempre stata una ricerca ambitissima e dalla quale molti hanno tratto gloria ed autostima.

Dall’altro lato della barricata, quello degli Allenatori da Campo, quelli che la Pedana la vedono spesso da vicino come protagonisti, queste classificazioni sono sempre state ritenute superflue e poco attinenti alla realtà.

Con questa premessa mi accingo a scrivere quella che in realtà non vuole essere una classificazione schematica delle caratteristiche di espressione della Forza in un uno Sport Multimodale come lo StrongMan.

Mi limiterò ad un superficiale excursus su quelle caratteristiche allenabili, alle quali dovrebbe ambire un praticante di questa disciplina.

FORZA E STRONGMAN: L’SNC

L’OutPut del movimento umano è compiuto dalle componenti muscolo scheletriche che agiscono in sinergia, in base all’input fornito dal Sistema Nervoso Centrale su di esse.

L’intensità dell’Input fornito dallo SNC, per generare un determinato tipo di OutPut, ci permette di fornire già una grossa macro distinzione all’interno del tipo di Forza necessario allo StrongMan.

Raramente, infatti, ci troveremo a parlare di qualcosa poco stressante a livello di SNC, quindi a bassa ratio d’intensità.

Lo StrongMan, come Atleta, deve possedere la capacità di esprimere elevati tassi di Intensità anche in condizione di alto stress sistemico.

Le gare si articolano su diversi eventi nei quali può essere richiesta l’espressione di gesti motori completamente differenti tra loro e nelle modalità più disparate.

Possiamo quindi affermare che una delle Forze dello StrongMan, sia proprio quella di tenuta mentale, oltre che fisica, che gli consente di poter portare a termine una prova tassante come le Atlas Stone, anche dopo aver fatto stacchi pesanti e trasporti, cosa che rende i muscoli della schiena e delle gambe praticamente inutilizzabili.

Una vera e propria capacità di sopportare stress duraturi e di ignorare i feedback nocicettivi inviati dall’organismo stremato, dopo diversi eventi o addirittura giorni interi di gara.

FORZA BRUTA E NON SOLO

Antonio Chiarelli LNF

Le modalità di evento accennate poco sopra, ci possono aiutare nel parlare di Forza dal punto di vista meramente condizionale.

Se per un evento “For Max”, la Forza è chiaramente quella Massimale o comunque quella Veloce, se l’atleta approccia in stile olimpico alle alzate in OverHead, negli eventi “For Reps” si può fare affidamento sul condizionamento lattacido o Resistenza alla Forza.

Il mondo dello StrongMan, però non è solo questo, come potremmo dal punto metabolico catalogare un Frame Hold?

Sicuramente la componente isometrica è preponderante, ma nel sollevare l’attrezzo da terra non abbiamo bisogno di una componente di Forza Massimale o Veloce?

Oppure nelle Atlas?

Potremmo mai catalogare un movimento come questo sotto il Dominio di Forza Veloce?

Direi di no, perché con carichi al limite le transizioni richiedono di più del tempo tipicamente richiesto all’espressione di questo tipo di Forza.

CATALOGAZIONE DI FORZA E MOVIMENTI

Per poter efficacemente classificare questi movimenti atipici e composti, dovremmo parlare della componente di Forza impiegata per distretto muscolare.

Un’opera che avrebbe del monumentale, ma che non aiuterebbe certo né l’utente finale, né chi programma un allenamento StrongMan, ma forse qualche appassionato Nerd sì.

Potrebbe essere utile individuare, piuttosto, dei pattern motori di base e il tipo di Forza che dovrebbero esprimere in condizioni ottimali.

Il primo e forse fondamentale pattern motorio, è l’Hip Hinge.

Questo ci permette di trasmettere la Forza dalle possenti gambe, verso i muscoli dell’Upper Body, per sollevare qualcosa da terra sopra la nostra testa.

Questo tipo di schema, andrebbe allenato con programmazioni rivolte alla massima esplosività e reattività e ci sarà d’aiuto in tutti i movimenti Ground to OverHead, sia bi che mono laterali.

Non da ultimo anche per le affascinanti Stones, passando per ogni forma di Stacco da Terra.

L’IMPORTANZA DEL CORE

Per coadiuvare questo movimento e permettergli di esprimere la massima potenza, abbiamo bisogno che il nostro Core sia in grado di creare una possente cerniera in grado di reagire agli stimoli tridimensionali senza soccombere e mantenendo tensione anche per tempi prolungati, come nel caso dei trasporti o delle traine.

Occorre allenare, quindi, la tenuta isometrica e la resistenza lattacida di questa zona con lavori mirati utilizzando sovraccarichi e alte ripetizioni e\o tempi di tensione elevati.

A livello di resa estetica un V-Shape particolarmente evidente è sinonimo di stabilizzatori non abbastanza ed efficacemente allenati.

Molto spesso, ci troveremo a lottare con l’instabilità degli attrezzi da gara e le loro traiettorie imprevedibili. In questo momento avremo bisogno di una muscolatura globalmente sviluppata in grado di assisterci anche fuori dalla trattoria ideale di movimento.

Per questo dovremo dedicare molto tempo allo sviluppo di gambe, schiena, braccia e spalle dal punto di vista meramente muscolare con lavori di ipertrofia e isolamento, cercando di pompare quanto più sangue possibile nelle zone di interesse.

Più muscoli nel nostro arsenale, PIU’ MUSCOLI, NON PIU’ MASSA NON MEGLIO SPECIFICATA, sempre con un occhio alla categoria di peso, significheranno più alte probabilità di:

  • resistere ad eventi potenzialmente da infortunio.
  • più unità motorie da reclutare per esprimere Forza di qualsiasi tipo.
  • migliore gestione anche a livello antropometrico dell’alzata, date le leve più piene.

FORZA E STRONGMAN: LA TECNICA

Oltre alle questioni di tipo meramente muscolare e nervoso, lo StrongMan richiede l’apprendimento della gestione corretta degli attrezzi gara e dell’attrezzatura di supporto.

Quest’ultima cambia parecchio l’approccio alla programmazione, dato l’elevato tasso di stress extra ed i differenti tempi di recupero dei quali necessita l’atleta dopo l’uso del Gear.

Migliorare la gestione dell’attrezzatura e della gestione degli attrezzi, può fare davvero la differenza in gara. Per questo non viene mai accantonato in lavoro di rifinitura tecnica sui movimenti specifici di gara, specialmente in avvicinamento a quest’ultima.

Importante aspetto da considerare, specialmente per le categorie più leggere, è il Conditioning atletico.

Il conditioning atletico, permette di poter creare il Gap necessario a dominare in gara, potenziando un miglior recupero tra gli eventi ed una migliore espressione di Velocità pura, all’interno degli eventi di trasporto o traina.

Un aspetto da allenare in ogni fase della programmazione, ma da rendere preciso e attagliato all’esigenza nelle quattro settimane pre-gara, che sono solitamente il tempo nel quale gli organizzatori comunicano le prove.

CONSIDERAZIONI FINALI

Forza e Strongman Tabella esemplificativa
Esempio giornata allenamento Strongman

Dopo questo brevissimo excursus, su quello che è il poliedrico mondo dello StrongMan e le sue componenti allenabili, vi lascio l’esempio di una giornata di training in off season per una donna con un Press Power da migliorare.

E’ solo un giorno di allenamento, ma può darvi l’idea di come si possa ricercare la componente di Forza migliore per ogni movimento e di come la gestione tecnica dell’attrezzo, in questo caso Apollon, non si possa impostare a basso stress.

Giornata tecnica al 50% vi ricorda qualcosa?

Qui non ci sono giornate rigeneranti o giornate dove uscire freschi dalla palestra, questo è StrongMan ragazzi!

Essere Forti non è una scelta, è una Necessità!

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