High carb, low fat e bodybuilding

Low Carb - LNF

High carb, low fat e bodybuilding

Partiamo dal presupposto che a me le mode proprio non sono mai piaciute, che si parli di vestiario, di allenamento,

di nutrizione o di altro. Perciò questo articolo sarà, ahimè, molto di parte.

La moda a cui mi riferisco in questo articolo è quella che prevede, nel campo del Bodybuilding, un’alimentazione in

cui i carboidrati sono molto alti e i grassi molto bassi, le cosiddette high carb e low fat.

Facciamo un po’ di chiarezza su quello che, a mio modesto parere, non è un approccio né sostenibile né proficuo.

Partiamo dal presupposto genetico, che corrisponde alla base di partenza, sia dell’allenamento, sia della nutrizione.

 

Cos’è un Set Point?

Il set point sono la quantità di adipociti prestabilita che possediamo.

Questo numero, ci marchierà da bambini e condizionerà il tessuto adiposo a vita. Infatti, anche in età adulta, il

numero degli adipociti dipenderà soprattutto da esso e serviranno davvero tanti anni per poterlo modificare.

Con le diete, sul breve periodo, modificheremo solo le dimensioni degli adipociti e non il numero.

Piccola parentesi, questo è il motivo per cui è necessario far seguire ai bambini un’alimentazione salutare evitando

junk food (cibo spazzatura), fargli fare attività fisica già da piccoli e educarli ad una consapevolezza alimentare.

Chiarito questo punto, utilizzando la logica, possiamo dedurre che non tutti abbiamo la stessa genetica e medesima

storia metabolica, di conseguenza come fa uno standard alimentare così particolare ad essere adeguato a tutti?

Infatti non lo è.

Va da sé che come sistema per dimagrire, a mio avviso, è totalmente da scartare, come approccio alimentare nel

BodyBuilding invece, sempre a parer mio, c’è sicuramente di meglio.

Per utilizzarlo come approccio dimagrante, è prima di tutto necessario avere un’ottima, anzi di più, una spettacolare

ossidazione lipidica che permetta al nostro corpo, in seguito ad un allenamento, di veicolare i glucidi nelle cellule

muscolari piuttosto che nelle cellule adipose e nel frattempo a riposo sfruttare il metabolismo lipidico.

Oltre ad un guadagno metabolico ci sarà anche un guadagno estetico e prestazionale perché quando il muscolo è

saturo di glicogeno apparirà più pieno e la benzina da utilizzare durante l’allenamento sarà decisamente di più.

Chi ha provato in ipocalorica e ipoglucidica ad allenarsi con volumi molto alti sa di cosa parlo.

Inoltre dato che, al contrario di proteine e grassi, i carboidrati sono molto più veloci da assimilare il senso di sazietà

sarà sempre minore rispetto agli altri nutrienti.

Provate, quando avete fame, a non poter mangiare un qualcosa di sfizioso ma solo riso e avena, dopo un mese vi

verrà un esaurimento nervoso.

Insomma da ciò si deduce che definirsi a carboidrati alti è una strategia veramente per pochi.

 

 

Passiamo al Bodybuilding.

Senza dubbio poter consumare più carboidrati durante il periodo di massa agevolerà le cose in periodi di definizione,

avere un metabolismo più efficiente durante tutto l’anno consentirà di non andare sotto il proprio basale durante il

cut, qui mi capiranno ex obesi o sovrappeso, soprattutto se agonisti.

C’è un limite a tutto però.

I macronutrienti sono tre, non uno, perciò ok che ci sia una differenza in termini di percentuale tra i tre, ma non un

divario così ampio.

Questo perché, per questioni caloriche, se i carboidrati sono molto alti (dai 5-600 in su) di conseguenza verranno

ridotte anche le proteine (di cui sappiamo l’importanza nel Resistante Training) e soprattutto i grassi, che tendono

ad essere mantenuti molto bassi (tra i 20 e i 40g).

 

Cosa comporta un abbassamento così netto dei grassi?

 

  •  Comportano interferenze nella produzione endogena di ormoni steroidei; si anche il tanto ricercato testosterone e di conseguenza anche il progesterone (fondamentale per il ciclo mestruale e per le gravidanze), aldosterone ecc.
  • Un assunzione parziale di vitamine liposolubili, come la Vit A, E, D e K; con tutti i disagi che possono portare delle loro carenze.
  • Una insostenibilità alimentare, perché quando si parla di carboidrati tutti sono felici di mangiarli, ma qui si parla di carboidrati e basta non della pasta al sugo della nonna. Significa mangiare quintali di riso scondito e non potersi permettere un filo d’olio a crudo sull’insalata.

 

Assumendo dosi così alte di carboidrati si è costretti, dato che il glicogeno si lega all’acqua, a bere molti litri d’acqua

(con molti intendo 6-7-8 o anche 9-10 litri di acqua) al giorno.

Pensate alla sostenibilità di tutto ciò, andare in bagno ogni mezz’ora.

 

Limiti delle high carb

Con l’assunzione di così tanti carboidrati, sarà necessario utilizzare sempre allenamenti molto voluminosi e passare

ore a fare cardio.

Mi vengono in mente, ironicamente, quei ciclisti che facendo uso di EPO, terminata la gara, li mettevano per delle

ore a pedalare sulla cyclette o il rischio era un trombo. I primi devono smaltire i carboidrati, i secondi i globuli rossi.

Il dover aumentare i carboidrati sempre di più, porta comunque ad un limite.

Il corpo umano, anche se si conosce la fisiologia e l’endocrinologia, non è stupido e vive per mantenere l’omeostasi

perciò non tollera gli eccessi e non li permette neanche.

Se avete già un metabolismo di una Ferrari, non potete sperare di arrivare a quello di un jet supersonico, perché la

leptina ha un limite così come i mitocondri.

Sempre per utilizzare delle similitudini meccaniche, se avete una macchina e la tirate ogni tanto le farà bene ai

pistoni, se la tirate ogni santo giorno, per molto tempo la fatica e lo stress a cui è sottoposta non credo che sul lungo

periodo gioveranno.

Per ultimo, per priorità salutare, ma non estetica, dato che si parla di BodyBuilding, a me sinceramente quel look che

lasciano gli approcci a carboidrati alti proprio non piace.

Nella maggior parte delle persone che utilizzano questi approcci si denota un muscolo liscio, quasi vuoto, molto

probabilmente dovuto alla perenne carenza di grasso intramuscolare.

Perchè non molti sanno che oltre nel tessuto adiposo abbiamo delle riserve di lipidi anche all’interno del muscolo,

all’interno del sarcoplasma, stoccato nelle fibre per essere utilizzati ,come fonte energetica, sia a riposo che durante

l’attività fisica.

 

Conclusioni

In conclusione ci sono altri approcci che, forse, vi faranno patire un po’ di più la fame ma che sono senza dubbio più

sostenibili, forse più salutari e sicuramente più adattabili.

 

A cura di Luca Usai

Luca Usai

Nato a Nuoro, piccolo centro della Sardegna, terra dalle grandi tradizioni nella pesistica e cultura fisica.
Ha praticato attività sportiva fin da piccolo, principalmente nuoto e calcio.
Arrivato nel mondo delle palestre per caso all’età di 16 anni, ha iniziato ad allenarsi fino ad abbracciare il Bodybuilding e i suoi principi.
Lavora come Personal Trainer e pedagogista sportivo, è co-fondatore del progetto BrainBuilding e Sport Your Brain, consulente e autore per Oukside.com e articolista per diversi siti del settore.
Per contatto: Lu.usai1@outlook.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *