Non si parla mai di ritmo quando si tratta di preparazione atletica o di sport. Se ne parla solo le si tratta di sport “musicali” o di ginnastica ritmica. Ma il ritmo è uno degli ingredienti fondamentali dello sport e/o della preparazione atletica?

RITMO COME BASE DEL MOVIMENTO

La preparazione atletica è la programmazione dell’allenamento volta a curare, a gestire e potenziare le qualità fisiche degli atleti, che praticano un determinato sport.

Tali qualità fisiche vengono allenate tramite l’applicazione di programmi motori, al fine di migliorare la prestazione dello sport specifico.

Generalmente, un atleta che pratica uno sport individuale deve possedere un bagaglio motorio molto ampio, che comprende le capacità motorie sia di tipo coordinativo, come:

  • capacità di reazione
  • equilibrio
  • orientamento
  • ritmo

Oppure trasformazione, sia di tipo condizionale, quali:

  • forza
  • resistenza
  • velocità

tenendo conto ovviamente che predomineranno alcune qualità piuttosto che altre in base alla disciplina specifica praticata.

Un atleta completo deve possedere tutte queste qualità. E perché soffermarsi e dare importanza alla ritmicità?

Il ritmo è alla base del movimento, si passa attraverso una continua alternanza di contrazioni e decontrazioni, di tensioni e rilassamenti, che poi portano al compimento dell’azione desiderata.

Ogni individuo ha un ritmo soggettivo con il quale esprime sé stesso in movimento nello spazio e nel tempo.

All’esecuzione di ogni gesto, infatti, partecipano sempre la componente intellettiva e quella funzionale.

In seguito ad uno stimolo, l’individuo struttura la risposta motoria, contemporaneamente, a livello dei centri nervosi, si produce l’organizzazione delle esperienze simili precedenti già vissute dal soggetto.

Per mezzo di questo processo vengono selezionati gli impulsi nervosi che sollecitano la risposta motoria adeguata allo stimolo.

Ciò avviene ogni volta che al soggetto si presenta una situazione del tutto nuova.

Quando, invece, la situazione fa già parte del bagaglio motorio di chi la vive, il tutto avviene in maniera più semplice, automatica, con l’intervento minimo o nullo del SNC.

Nel primo caso deve essere sperimentato il ritmo giusto di esecuzione, mentre nel secondo, essendo già acquisito, diventa componente integrante del movimento stesso.

Il ritmo nello sport e nella preparazione atletica LNF

Ogni gesto quindi, non solo impegnerà il soggetto dal punto di vista intellettivo, ma richiederà alle sue strutture muscolari, scheletriche, articolari, e alla loro elasticità, un’adeguata risposta energetica.

È evidente che la presa di coscienza del ritmo, determina un movimento più fluido, consequenziale ed economico.

Un lavoro condotto ritmicamente infatti, consiste nella riduzione dello sforzo e nell’alleviamento del senso della fatica, fino al punto in cui i movimenti acquistano un carattere del tutto spontaneo.

Per educare ed allenare il senso ritmico, applichiamo degli allenamenti volti ad alterare i ritmi personali e soggettivi.

Aggiungendo esperienze nuove, sollecitando la sensibilità spazio-tempo, si ottiene la rielaborazione, la selezione e la definitiva acquisizione del giusto rapporto movimento-ritmo.

A questo scopo viene indicata una sequenza metodologica di esercizi da seguire.

I movimenti complessi possono essere semplificati secondo accenti ritmici in modo da essere meglio compresi.

Il ritmo di esecuzione può essere facilitato con un collegamento acustico.

Durante l’esecuzione di movimenti a frequenza costante si possono eseguire delle variazioni di ritmo, ed aumentare o diminuire progressivamente il ritmo di esecuzione.

IL RITMO NELLO SPORT

Questa didattica possiamo applicarla, ad esempio, in una performance di corpo libero, specialità della ginnastica artistica, in cui all’atleta vengono richieste diverse capacità coordinative speciali tra cui equilibrio, ritmo e combinazione motoria.

Ginnastica ritmica LNF

Per la ritmicità, in questa disciplina, bisogna partire dalle basi, cioè dagli elementi più semplici, per poi arrivare a quelli più elaborati.

Innanzitutto bisogna imparare a spostarsi nello spazio, camminando correndo o saltando, seguendo un ritmo imposto dall’esterno, oppure tenendo la cadenza della battuta imposta dall’insegnante.

Successivamente, aumentando la difficoltà, si passa agli esercizi pliometrici come balzi e saltelli, esecuzione di passi saltellati indietro, laterali, galoppi laterali, passi composti saltati.

Una serie di esercizi praticabili con accompagnamento musicale e quindi seguendo un ritmo esterno oppure, con una serie di attrezzi e ostacoli che spezzano il ritmo della sequenza, rappresentando un ulteriore difficoltà per la serie ritmata dell’esercizio.

Stessa metodologia può essere applicata alla corsa ad ostacoli in atletica leggera, dove “è tutta una questione di ritmo”.

L’elemento fondamentale per questa disciplina infatti, ancor prima della tecnica di passaggio all’ostacolo, è il ritmo della corsa.

Bisogna imparare a conoscere le diverse ritmiche e sapersi adattare a situazioni insolite: scegliere distanze differenti ed eseguire la stessa ritmica (3-5-7 passi). Oppure impostare la stessa distanza con ritmiche diverse (con 5-7-9 passi) per l’aumento del dinamismo, variare le distanze tra gli ostacoli e di conseguenza le ritmiche per stimolare le capacità coordinative.

Nel momento in cui l’atleta automatizza il ritmo della corsa e sa che il numero degli appoggi non cambia, non deve pensare ad altro che correre più veloce degli avversari, perché la tecnica del passaggio, di atterraggio e ripresa della corsa verrà naturale, mantenendo il ritmo prestabilito.

Di conseguenza, essendo meno sollecitato l’ SNC, il dispendio energetico sarà minore.

Tramite queste semplici esercitazioni, emerge la capacità di distinguere azioni tra loro per forma, durata, ampiezza e di collocarle in successione o insieme, con il fine di utilizzarle nel modo più economico possibile.

La sensazione precisa delle durate si ha con la percezione corporea. Ad un impulso (azione, contrazione, lavoro) segue sempre un momento di riposo (silenzio, intervallo, decontrazione).

La ritmicità è infatti determinata da un’alternanza di lavoro e riposo.

CONCLUSIONI

L’acquisizione di questa conoscenza fa sì che si riesca a percepire il tempo come successione uguale e ordinata di azioni.

Ogni metodo di educazione motoria basata sul ritmo, propone come modalità di lavoro la sincronizzazione senso motoria, per poter capire all’occorrenza quale azione scegliere come la più adatta, per forma durata e ampiezza.

Vista in quest’ottica, l’educazione motoria porta ad un’educazione che si ripercuote in ogni campo e indirizza all’ economia dei gesti ed al successo, inteso come scelta corretta ed adeguata a compiere qualsiasi azione.

Saper dosare con equità le proprie energie per migliorare la qualità del
movimento.

Chiara Giorgi

About Chiara Giorgi

Chiara Giorgi nata a Roma il 10/05/1995, pratica sport a livello agonistico fin da piccola, iniziando con la ginnastica artistica, dove partecipa a competizioni di livello nazionale, vede poi fermare la sua carriera a causa di un grave infortunio che la costringe a smettere. Inizia un nuovo percorso nel mondo dei tuffi come atleta e come istruttrice, appassionandosi del ruolo di allenatrice per i più piccoli. Visto il suo background sportivo decide quindi di fare dello sport la sua vita, diventando preparatrice atletica e istruttrice per i bambini. È laureata in scienze motorie presso l’università degli studi Foro Italico a Roma. Attualmente pratica e insegna Crossfit presso Ludus Club.

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