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Ipertrofia Muscolare: Un Approccio Scientifico

by Stefano Foschini
Ipertrofia Muscolare LNF

Riguardo l’ ipertrofia muscolare se ne legge di tutto di più.

Direi che è un mondo fantastico, soprattutto per quanto riguarda il mondo del Bodybuilding e del Powerlifting dei social.

Una volta lessi una frase nella Bacheca del Docente Pietro D’Angelo, che può sembrare scontata, ma non lo è per niente a dire il vero:

Il BodyBuilder non è esente dalle regole della fisiologia

Mi è piaciuta questa frase, perché invece sembra che spesso lo sia, o meglio si crede che sia così.

Sembra che nel 2021 l’ipertrofia muscolare sia ancora un mistero.

Tutti che ragionano per schemi mentali, tabelle, metodi, che trovano sicuramente un riscontro logico, ma spesso logica e fisiologia non c’entrano un tubo l’una con l’altra.

La logica, forse funziona quando ci devi provare con una tipa, ma se parliamo di adattamenti…

IPERTROFIA MUSCOLARE: DAL MITO ALLA SCIENZA

Per allenare, più che di logica, abbiamo bisogno di capire come funziona la macchina del corpo e giostrare sulle sue regole fisiologiche.

Il corpo disconosce gli schemi mentali, ma obbedisce alla scienza. Questo credo sia il primo step da accettare e capire.

In riferimento a questo, c’è una credenza che mi infastidisce particolarmente nel campo del BB, che è quella che molti soggetti usano per giustificare la loro chiusura mentale, ignoranza o zona di comfort.

Loro infatti sostengono che le CAPACITA’ COORDINATIVE e buona parte di quelle CONDIZIONALI, ad esempio, servano solo in ottica prestativa.

Che non c’entrino granchè con il concetto di ipertrofia muscolare o di estetica.

Inizialmente mi viene da ridere, poi mi viene da piangere, poi vorrei un biglietto di sola andata per la luna.

Chi afferma cavolate di questa portata, è spesso gente che non ha ben chiaro cosa intendiamo con il termine “Potenziale motorio”.

Gente che per riuscire a dare una progressione in termini di risultati ai loro allenamenti, trova nella fortuna che madre natura gli ha dato (o nelle bombe, diciamolo pure), le spiegazioni empiriche delle loro metodiche su cui poi influenzano intere generazioni.


Spiegazioni che però, guarda caso nelle loro interpretazioni, o non parlano mai di fisiologia o ne strumentalizzano solo la parte che interessa a loro. Peccato che una macchina gira su 4 ruote, e non su una soltanto.

In realtà, se lasciamo un attimo in disparte questo gruppo di “geni” e iniziamo a ragionare con la nostra testa, sulla base di quelle che sono le leggi che regolano lo sviluppo del potenziale motorio del soggetto, ci rendiamo conto che le cose stanno molto diversamente.

Oggi a mio modo di vedere, l’ipertrofia muscolare non è più un mistero, è al massimo qualcosa che deve essere accettato nella sua fantastica, complessa e affascinante natura.

Proverò a spiegare cosa intendo con ipertrofia e lo farò focalizzandomi soprattutto su 2 parametri, che trovo BASILARI a differenza di ciò che spesso affermano nel bodybuilding.

Due parametri imprescindibili se si mirano a creare adattamenti progressivi, sostanziali e di lunga durata.

Questi due parametri appunto, sono le Capacità Coordinative e quelle Condizionali.

Cosa sono nel dettaglio le capacità coordinative e condizionali lo dovreste sapere già se fate questo lavoro, diversamente lo potete scoprire da soli con una semplice ricerca sul web.

Faremo riferimento a tutti gli aspetti che regolano i processi ipertrofici sia sotto il profilo metabolico,  che neurogeno che biochimico/ormonale.

Parleremo di capacità coordinative e condizionali facendo in particolar modo riferimento ai concetti di:

  • Attivazione
  • Tensione
  • Stress metabolico
  • Capacità Cardiovascolare.

IPERTROFIA MUSCOLARE, IL CONCETTO DI ATTIVAZIONE

Si può definire capacità di attivazione la qualità di un atleta di saper convogliare su un gesto o su un attrezzo tutto il suo corredo cinetico cit. Coach Antonio Gardelli

Quindi, una buona capacità di attivazione ha connotazioni prettamente neurali. In questo caso facciamo grosso riferimento alle capacità coordinative del soggetto.

Possedere buone capacità coordinative, ci permette di sviluppare una risposta alle afferenze sensitive più marcate e qualitative, oltre ad abbinare e coordinare movimenti segmentari e attivare pattern motori complessi.

Ci consente di generare frequenze di scarica più numerose e ravvicinate, quindi di sviluppare sincronizzazioni migliori, di conseguenza contrazioni più qualitative, cui risponderanno adattamenti più puntuali.

Bene, riflettiamo, quali sono i primi meccanismi di difesa che limitano l’ipertrofia muscolare?

Gli organi inibitori.

Non dimentichiamoci, infatti, che se parliamo di qualità delle contrazioni, dobbiamo per forza prendere in considerazione l’azione degli organi inibitori.

L’azione inibitoria delle Cellule di renshaw, ad esempio, è limitata maggiormente nel tempo da gesti che implicano una grande risposta neurale, quindi gesti molto rapidi che hanno per loro natura time-under-tension molto ridotti.

Il prof. Bosco ci faceva già presente questi concetti 30 anni fa, non ci stiamo inventando nulla.

In generale, Possiamo dire che le capacità coordinative sono stimolate particolarmente da gesti di natura rapida, quindi quelli più complessi che richiedono maggiore destrezza.

Pensiamo alle espressioni della pesistica olimpica e alle sue varianti, alla pliometria, a un salto mortale quindi tutti quei movimenti che prevedono nella loro natura un lancio, uno slancio, un salto.

Gesti che prevedono un’attivazione maggiore di tutti gli analizzatori sensitivi, propriocettivi, vestibolari, esterocettivi, telecettivi ecc, quindi movimenti che promuovono una maggiore attività cerebrale nello scambio sinaptico tra i vari organi del SNC che determinano l’inizio, il timing e la qualità di un movimento.

Definiamo questi gesti, di fatti, quelli che producono un importante STRESS di tipo NEURALE e quindi anche quelli che ne migliorano l’efficienza, il tempo di risposta, la qualità di risposta e in generale le capacità di reclutamento spaziali e temporali.

Le capacità di reclutamento, sono componenti importantissime per l’ipertrofia muscolare e chi dice il contrario, non sa quello che sta dicendo.

Allenare la centralina è la base, qualsiasi tipo di risposta, di adattamento, dipende dalle capacità di reclutamento.

Più che estremizzare il concetto di ricerca del “miglior angolo di tensione”, come avviene spesso nel BB, in cui si cerca di diversificare a più non posso gli esercizi per un determinato compartimento muscolare, credo che un BB dovrebbe anche preoccuparsi di riuscire a generare contrazioni “qualitative” che dipendono tantissimo dall’efficienza del SNC che in questo caso, va allenato.

Soprattutto quando parliamo di gente che non ha mai fatto uno scatto in vita sua.

A mio modo di vedere, se volessimo creare una scala di importanza dei fattori che incidono sull’ipertrofia muscolare, alcuni parametri dovrebbero essere considerati molto più di quanto lo sono oggi e altri dovrebbero lasciargli spazio e essere meno estremizzati.

Contrazioni più qualitative ed efficaci danno vita a stress maggiori, di conseguenza l’arco della supercompensazione diventa più ampio e così anche la risposta adattativa.

Spero qualche campanella inizi a suonare, ma abbiamo appena iniziato.

IPERTROFIA MUSCOLARE, ATTIVAZIONE E ORMONI.

Gesti di natura rapida, è risaputo essere quei gesti che a livello ormonale creano una risposta prettamente testosteronica.

Tutti noi conosciamo gli effetti del testosterone a livello miofibrillare, non sono di certo un mistero e non ho intenzione di soffermarmi su questo concetto.

Ma il testosterone prende parte ad altre azioni fisiologiche molto importanti, come ad esempio:

  • L’ aumento dei recettori del testosterone stesso, che rendono le cellule più sensibili alla funzione di questo ormone.
  • L’aumento dei recettori dell’acetilcolina, quindi l’aumento della funzione sinaptica
  • Il Potenziamento dell’attività del calcio, questo a sua volta favorisce lo sviluppo di elevati gradienti di forza e potenza muscolare.
  • L’aumento dell’eccitabilità generale a livello del SNC che permette una maggiore quantità e qualità delle scariche elettriche.

Poi, si attribuisce in modo importante ai livelli di testosterone anche l’aumento e la fenotipizzazione delle fibre veloci, che poi sono quelle più ipertrofiche e che ci permettono una maggior espressione di forza, quindi anche una maggiore “tensione meccanica”, altro parametro importantissimo nell’ipertrofia muscolare.

Senza contare uno studio di Schoenfeld che ho trovato particolarmente interessante, che affermava come raggiunto il 15% dell’ipertrofia generale di un soggetto, un ruolo cruciale per un ulteriore crescita era fortemente determinato dal numero di cellule satelliti, che lo stesso Schoenfeld afferma essere influenzato soprattutto dai livelli di testosterone.

Quindi maggiori allenamenti di potenza= maggiori risposte e livelli di testosterone = maggior numero di cellule satelliti = maggior capacità ipertrofica sul lungo periodo.

Ora tutti questi parametri indiretti, meritano attenzione.

Sicuramente la forza esplosiva non rappresenta la prima capacità motoria a cui pensiamo quando dobbiamo svilupparci muscolarmente, per ovvi motivi di time under tension limitati.

Tuttavia, questa potrebbe essere considerata al netto di tante variabili fisiologiche, un terreno importante per consentire a un soggetto di sviluppare una maggiore costruzione ipertrofica nel lungo periodo, nell’ovvia alternanza degli stimoli diversi e delle diverse espressioni di forza, lenta e veloce.

Ora, vogliamo dire che:

  • un corpo con un background corticale di qualità
  • un fenotipo muscolare più predisposto alle grandi tensioni  
  • una componente contrattile prettamente funzionale in grado di generare più forza perchè metabolicamente attiva
  • un sistema nervoso efficiente da cui ne derivano contrazioni efficaci che si tramutano in un maggior stress allenante e quindi maggior risposte supercompensative e secrezioni ormonali puntuali cui seguono risposte e adattamenti biologici che portano all’aumento di componenti cellulari essenziali nei processi di ipertrofia sul lungo periodo non c’entri con l’ipertrofia??

Se alla luce di quanto scritto non suona qualche campanella, vi consiglio di continuare a spingere a cedimento qualsiasi cosa, che per voi, quello andrà benissimo.

Ora, non capire le cose non è una colpa, non volerle capire, si.

Se vogliamo far finta di non sentire, perché sentire è scomodo, perché pensare a una palestra con qualche macchinario in meno e qualche pedana in più non vi piace, mi sta bene, anzi benissimo, ognuno decide fino a che punto essere schiavo dei suoi limiti.

Ma se vogliamo analizzare le questioni in modo intelligente e valutare il corpo nel suo insieme,  tutto questo è in realtà molto facilmente interpretabile a mio modo di vedere.

Quando si parla di ipertrofia muscolare, basarsi solo ed esclusivamente sul time under tension o sullo stress metabolico è un discorso fortemente limitativo, da gente che non ragiona con la testa.

Con sta storia che la forza veloce serve solo a chi deve fare sport di esplosività avete veramente scassato.

Dovete ragionare tenendo in considerazione tutto il risvolto della baracca, non solo quello che fa comodo a voi.

La verità è che gli adattamenti biochimici/ormonali derivati dalle somministrazioni di forza esplosiva, accompagnano e spingono ulteriormente quelli che sono e possono rappresentare i limiti del solo allenamento con time under tension molto elevati, che in questo caso ci rendono soggetti a fenomeni metabolici/ormonali di tutt’altro tipo e che ora valuteremo in quanto assolutamente diversi, ma complementari alla creazione di quella che reputo la migliore combinazione per una crescita ipertrofica progressiva e costante, che non prende mai in considerazione lo sviluppo di una sola capacità motoria fine a se stessa.

Dunque anche in questo caso, l’apertura mentale la fa da padrona.

LA CAPACITA’ DI TENSIONE

Lento Dietro Meglio il Lento Avanti LNF
Stefano Travaglini in foto

Che possiamo definire anche qui in 2 righe e ancora una volta, cito Coach Antonio Gardelli.

capacità di un atleta di esercitare contrazioni elevatissime e di durata elevata in un determinato segmento muscolo tendineo  Cit.

È sicuramente la capacità più allenata nel campo del BB.

Insomma, una buona capacità tensiva ha connotazioni prettamente metaboliche e il tutto è facilmente interpretabile, essendo che parliamo di esercizi che prevedono time under tension elevati (multiarticolari es. panca, front squat, stacco) che sono la base dell’aumento diretto della tensione meccanica (forza massima) e quindi della costruzione muscolare di base del soggetto.

Gesti che prevedono questo tipo di time under tension, si collegano maggiormente all’inibizione dei corpuscoli tendinei del golgi che ci consentono quindi di sviluppare tensioni maggiori.

Apro e chiudo parentesi: mi rifiuto a priori di prendere in considerazione chi crede ancora ad oggi che la forza massima sia una componente superficiale in ottica ipertrofica, con tutto rispetto, parliamo del nulla.

STRESS METABOLICO ANALITICO

Certo, non ce ne dimentichiamo, tra le componenti della capacità tensiva, come sposa ovviamente il BB vecchia scuola, se si parla di estetica ci sta anche una parte di lavoro settorializzato e analitico, che includono macchinari o esercizi monoarticolari con l’obbiettivo di promuovere gli effetti estetici dati dal pompaggio, dalla capillarizzazione e da stress fortemente lattacidi!

Quindi in questo caso non vanno trascurati i lavori a elevato stress metabolico, MA NEANCHE ESTREMIZZATI!

Se teniamo in considerazione la risposta fisiologica indotta dal solo allenamento monoarticolare ad elevato stress metabolico, non può di certo quest’ ultimo fattore rappresentare il 90% del volume totale di un programma.

Anche se oggi avviene molto spesso, aggiungo purtroppo.

Perché se la nostra dottrina è questa, creiamo persone con compensi posturali, ipomobili, legate, con un background motorio da sedia a rotelle, un SNC poco efficace e una base strutturale poco solida.

Purtroppo, vi concentrate spesso sulle forme di chi sta sul palco, ma la verità è che poi sul palco vedete solo un èlite di gente che riesce ad ottenere certi risultati (pur estremizzando spesso i concetti) per un insieme di fattori che bisogna valutare.

Ad esempio, se prendiamo una persona che non ha un passato sportivo, quindi una persona con un background motorio poco sviluppato o poco fortunato geneticamente e la mettiamo a spingere dei macchinari, il rischio è quello di vederlo stallare davvero in tempi brevi.

Ma il punto, infatti, non è tanto se ottengo o non ottengo risultati facendo una cosa, il punto è quantificare questi risultati non solo nel breve, ma nel lungo periodo.

E non è difficile capire che non si può fare leva solo sulla risposta lattacida analitica. La scienza ci insegna che siamo molto molto molto più complessi.

Estremizzare il lavoro a elevato stress metabolico analitico, vuol dire allontanarsi sempre più da quella che nel natural rappresenta la vera via per uno sviluppo ipertrofico duraturo e progressivo, ovvero quella dello sviluppo delle capacità coordinative e condizionali e del potenziale motorio di un soggetto.

IPERTROFIA MUSCOLARE, TENSIONE E ORMONI

Ipertrofia Muscolare LNF
Immagine presa da Wikipedia

Per quanto riguarda le risposte fisiologiche, le esercitazioni a espressioni di forza lenta, cui prendono parte fenomeni di GAS (sindrome generale di adattamento) tendono ad aumentare tantissimo le componenti sarcoplasmatiche come il glicogeno e la densità mitocondriale ecc

Se invece facciamo riferimento a parametri di base ormonale, vediamo come espressioni di forza lenta, portano ad un aumento di GH, IGF-MGF

Quindi in questo caso parliamo del rafforzamento di tendini, del connettivo e delle risposte relative all’aumento della sezione trasversa del muscolo, anche nelle sue componenti elastiche in serie e in parallelo, oltre che quelle miofibrillari, che comunque, come già detto, sono soprattutto ad opera del testosterone.

Non può ovviamente mancare, nelle espressioni di forza lenta, l’azione legata al cortisolo, che contribuisce ai processi di degradazione proteica dovuti alle contrazioni muscolari con TUT elevati.

RIFLESSIONI E COMBINAZIONI

Se analizziamo questi dati, ci rendiamo conto di come gli aspetti legati ai concetti di attivazione e tensione, siano complementari tra di loro in chiave ipertrofica, sollecitando risposte differenti, che derivano da stimoli differenti e che producono adattamenti differenti, ma COMPLEMENTARI.

E sebbene la forza massima sia un parametro imprescindibile nell’aumento dell’ipertrofia muscolare nel natural e questo è ormai appurato, è anche vero che se ci mettete 2 ore per attivare il vostro corredo cinetico, il giochino di aumentare la sezione trasversa dopo un po’ non funziona più.

L’estremizzazione delle espressioni di forza lenta sia multiarticolare che analitica, porta un soggetto a stallare, per il semplice fatto che diventa davvero, ma davvero lento, a livello neurale poco attivo e tendenzialmente ipomobile.

Poi se facciamo riferimento alla “tensione meccanica” che lo stesso Shoenfeld reputa l’aspetto più importante dell’ipertrofia, ci rendiamo conto che può essere, sia migliorata direttamente dagli esercizi di forza lenta, ma anche indirettamente spinta dagli adattamenti successivi, a espressioni di forza veloce che hanno transfer positivo sull’atleta e sulle sue capacità coordinative e quindi anche condizionali.

D’altro canto, l’estremizzazione di espressioni di forza veloce, mi porterà nel tempo a stallare dal punto di vista neurale, perché si manda in fumo la centralina.

Ovviamente gli adattamenti fisiologici della forza lenta sono essenziali per lo sviluppo della forza esplosiva come tutti sappiam,o sia in ottica preventiva che strutturale, ma quello su cui voglio fare focus, è che questa non è una strada a senso unico.

Se ragioniamo sul lungo periodo ci rendiamo conto di come sia sempre un errore estremizzare un concetto.  Il problema, è che se parliamo di natural, non possiamo che fare riferimenti sul lungo periodo e quindi, questi diventano essenziali.

Prendiamo come esempio, le tanto discusse “risposte ormonali acute” a mio modo di vedere spesso erroneamente banalizzate.

Queste ultime sicuramente hanno effetti minimi nella singola seduta, ma secondo me, ci dimentichiamo di tenere in considerazione che gli effetti metabolici di tali secrezioni nel natural, vanno considerati sul lungo periodo e nel loro insieme.

Ovviamente gli adattamenti in questo caso avverranno un poco per volta, in concomitanza dello sviluppo di una nuova omeostasi generale. Del resto, quando si parla di natural, non esistono adattamenti grossolani nel breve periodo di tempo!

Ma possiamo solo fare riferimento a quelli sul lungo periodo. Un mattoncino per volta costruiscono la base dei nostri adattamenti, un parametro tutt’altro che irrilevante!

Quindi sarebbe secondo me opportuno, iniziare a ragionare per termini fisiologici, o pensate di cambiare sulla base del caso?

Bene, se abbiamo capito questo discorso, ci rendiamo conto che sviluppare il Potenziale Motorio sembra essere in realtà l’unico modo per sviluppare l’ipertrofia senza inceppare in stalli.

Purtroppo ad oggi, spesso, mi sembra che questo non sia propriamente chiaro, a molte scuole di formazione che vendono programmi. Ma a dirla tutta non è chiaro neanche a quelli che li comprano.

Quando scriviamo quel pezzo di carta che definiamo “programma”, dovremmo sempre sapere quali corde del violino stiamo andando a suonare e quali no, perché è questo che determinerà la sinfonia nel suo insieme, e questo è alla base di tutto per un preparatore.

Anche perché diversamente, se non teniamo in considerazione le risposte del carico interno a partire da quelle intra-cellulari, cosa stiamo programmando?

E soprattutto, stiamo programmando?

O stiamo andando a botta di culo?

Possiamo anche andare a botta di culo, ma da qui a dire sia la cosa giusta, ce ne passa e tanta.

Vi consiglio di diffidare fortemente da chi vi allontana dall’approfondimento delle materie base, come la biologia e la fisiologia, invitandovi a partecipare a corsi che costano un occhio della testa che vi danno una miriade di metodi, ma non vi insegnano “un cazzo di concreto”.

Perché in realtà tutto parte dalle fondamenta, il resto sono metodologie e cavolate che qualcuno vi vuole rifilare come pozione magica, ma non ci serve nessuna pozione, ci basta capire le cose. Dobbiamo pretenderlo da noi stessi, ed è il minimo per avere il privilegio di fare questo lavoro.

Bene, in questi due concetti espressi, ci rendiamo conto di quanto la componente coordinativa e condizionale sta alla base bei risvolti fisiologici che promuovono l’ipertrofia.

Ma manca un ultimo importante step.


IPERTROFIA MUSCOLARE, L’IMPORTANZA DELLA CAPACITA’ AEROBICA

Quando parliamo di ipertrofia dovremmo parlare anche di capacità aerobica.

Soprattutto se parliamo di persone che si allenano davvero tanto.

Avete mai sentito quelli del:

“Eh ma a un certo punto devi aumentare i volumi”

“Ah si? E poi?”

“Ehh poi continui ad aumentare i volumi”

“Ah si? E poi?”

“Eh poi aumenta ancora”

“Ah si? E poi? ”

E poi ti spacchi o ti bombi.

Quando parliamo di volumi, c’è spesso grande discussione generale.

In realtà, Il “volume allenante” è quello che crea delle risposte del carico interno rilevanti. Fine.

Oggi abbiamo diversi modi e strumenti per capire se il nostro atleta sta riuscendo a supercompensare all’allenamento.

Se l’allenamento è stato allenante, se non lo è, o se la stiamo facendo fuori dal vaso ed i parametri sono:Frequenza cardiaca a riposo, esami del sangue, testosterone test, ecc.

Ma quando si parla di aumento di volumi di allenamento, dovremmo ricordarci che poi bisogna anche sviluppare le capacità organiche per sostenerli.

Il Recupero dell’omeostasi generale in una persona che si allena molto, deve essere veloce tra le varie sessioni.

A quel punto, avere un adeguata risposta cardiovascolare aiuta a sostenere grandi volumi di allenamento, perché si migliorano le capacità di recupero, si sensibilizzano i processi di ossidazione dei macronutrienti, il loro assorbimento e la loro distribuzione.

Di fatti, Aumentando la capacità aerobica, migliorano tutti quei parametri come la gittata sistolica, le funzioni enzimatiche legate alle reazioni aerobiche, il letto alveolare, il numero dei capillari, l’azione della mioglobina quindi l’estrazione e l’utilizzo dell’ossigeno, l’efficienza del trasporto dei gas, ecc ecc ecc ecc.

Insomma migliora l’omeostasi generale di cui ne va a beneficio tutto l’organismo in qualsiasi tipo di processo di adattamento, supercompensazione e risposta ormonale.

Ben venga il lavoro cardiovascolare, sia quello intenso di breve durata che ha una serie di benefici sia quello poco intenso ma di lunga durata che ne ha degli altri, purchè il tutto sia ciclizzato in una spartizione coerente con le sue risposte adattative e gli obbiettivi che ci siamo preposti di raggiungere.

CONSIDERAZIONI FINALI

Secondo me, il concetto di ipertrofia, per molti bodybuilder, andrebbe rivisto, soprattutto se parliamo di ragazzi GIOVANI. Perché è un peccato.

Almeno che questi ultimi, siano consapevoli che esistono tanti altri tipi di strade e scelgano volontariamente la loro, consapevoli però anche di quali siano i limiti di questa scelta.

Ma non è più giustificabile sentire persone che vedono lo “spingere un macchinario a cedimento” come l’apoteosi per l’ipertrofia e tutto il resto è “prestazione”

Perché se il collegamento è questo, vuol dire che sta gente non ragiona o non ha mai fatto mezzo collegamento fisiologico.

Nel 2021 abbiamo tutte le possibilità per studiare e capire che effettivamente non esistono metodiche più o meno valide quanto risposte fisiologiche che ci indicano strade più complete per raggiungere un risultato.

Alla fine il popolo del fitness si distingue sempre in due categorie, chi ragiona e chi no. A voi la scelta.

Ma ricordiamoci per lo meno di prendere in considerazione tutto questo quando diciamo che le capacità coordinative e condizionali servono solo a chi fa prestazione.

Stare open. Nessuno ha la chiave in mano, ma la fisiologia sicuramente ci dà gli input, per capire come chiudersi in modelli mentali sia il miglior modo per sbattere contro un muro.

Spero l’articolo vi sia piaciuto.

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