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Kaizen e Sport. Migliorarsi continuamente nel tempo

by Antonio Vaudo
kaizen e sport

Kaizen e sport hanno assonanza?

Fino a qualche tempo fa, molti del settore sportivo avrebbero storto il naso, più per ignoranza che per altro. Però sul finire del mese di aprile del 2021, diversi siti riportavano la notizia sull’uso di un approccio al cambiamento nel calcio 1,2.

In pochi giorni sia Cristiano Ronaldo sia Nicola, allenatore del Torino Calcio, citavano l’utilizzo o l’intenzione di utilizzare questo metodo per migliorare le proprie prestazioni o quelle dei propri calciatori.

Il metodo o approccio al cambiamento in questione è il kaizen.

Gli articoli ovviamente spiegano sommariamente cos’è il kaizen, ma personalmente conoscevo già il termine e l’approccio.

Sono convinto che il kaizen possa essere di estremo interesse in molti settori e vediamo, se in qualche modo, può essere applicato anche allo sport, così come sembrano suggerirci le due notizie, non solo per il calcio, ma nello sport in generale.

KAIZEN E SPORT – BREVE DEFINIZIONE DI KAIZEN

Spoiler: non sono un sinologo.

Per capire bene la derivazione etimologica del termine kaizen e quindi il suo significato contestualizzato culturalmente, mi sono dovuto appoggiare ad altre fonti 3–5.

Ho così scoperto con interesse che la metodologia kaizen nasce in Giappone nel secondo dopo guerra, sotto la spinta del governo americano, e che il nome viene coniato negli anni ’80 6.

Nasce nel contesto della gestione aziendale giapponese, dove gli Stati Uniti dopo la guerra, impongono il proprio punto di vista e che i giapponesi migliorano.

Successivamente viene fatto proprio da altri campi, tra cui quello della psicologia e del coaching.

Sostanzialmente kaizen significa cambiare in meglio.

Detto così non sembra nulla di che, dato che tutti abbiamo piacere a migliorare e spesso impieghiamo tempo e risorse per migliorarci.

Bisogna un tantino specificare e iniziare a introdurre qualche elemento della metodologia che deriva da ciò che abbiamo definito finora un atteggiamento.

Anzitutto c’è il concetto di qualità, spesso citato quando si parla di kaizen con la Q.

Si fa cioè riferimento non ben specificata caratteristica del fare, quanto piuttosto a un insieme di pratiche formali che definiscono la qualità del processo, fino a certificarla.

Secondo la definizione, la Qualità si ha in quanto un determinato oggetto (o processo, soggetto ecc.) possiede determinate caratteristiche che soddisfano determinati requisiti, spesso di utilizzo. Cioè: l’oggetto (o processo, soggetto ecc.) svolge bene il suo compito?

Quindi ci si approccia al compito possedendo quelle caratteristiche che consentano di soddisfare le aspettative?

L’altro aspetto è la continuità.

Il miglioramento è un obiettivo sempre presente.

Non c’è nessun limite, nessun punto in cui fermarsi.

Tutto ciò che esiste, se anche soddisfa i criteri di Qualità oggi, non è detto che non sia migliorabile domani.

In questo senso, il kaizen è un processo continuo e quotidiano.

Ogni giorno ci si impegna a valutare il progresso su oggi aspetto del compito e della sua esecuzione.

Ogni giorno ci si impegna a comprendere in quale punto tutto il processo può essere cambiato in meglio.

Da questo punto di vista, l’approccio kaizen è lento.

Va avanti per piccoli passi, modificando poche cose alla volta. Ciò anche perché spesso non si riesce a vedere che anche la più semplice dell’attività, prevede in realtà molti aspetti tra loro connessi.

Inutile dire che si tratta in realtà, anche quando non lo sembrano, di attività complesse. Ecco, le cose da cambiare ricadono in molteplici campi. Inoltre, come spesso capita, questi aspetti tra di loro sono connessi.

Ciò ci porta a un altro aspetto collegato, cioè quello di yokoten che significa diffusione orizzontale. Cioè se qualcosa è andato bene in un determinato settore e se lo si può trasferire in un altro, allora è il caso di prenderlo e adattarlo all’altro.

Si tratta di una lettura del processo adattata al caso dello sport più che altro, dato che di fatto il concetto in ambito aziendale ha un significato leggermente diverso.

Si applica più al trasferire le buone pratiche da un’ unità a un’altra.

KAIZEN E SPORT – LA RICERCA DEGLI ERRORI

Un altro elemento ancora è la ricerca degli errori.

Il miglioramento, infatti, non ruota solo attorno alla ricerca di aspetti da migliorare, ma anche nell’eliminare ciò che non va bene.

Detto così, però non suona molto bene. Infatti, di solito nel kaizen piuttosto si parla di muda, un altro termine giapponese 7. Così più precisamente il termine configura le “attività inutili o che non aggiungono valore”.

Bisogna cercare questi elementi che non permettono di raggiungere una performance adeguata, sia in fase di preparazione della prestazione sia durante la stessa. Bisogna riconoscerli e pensare a possibili alternative o soluzioni. A questo punto si possono implementare nel tentativo di migliorare anche solo singoli aspetti di tutto il processo.

Il kaizen è una filosofia che si applica a tutti i contesti. Ciò significa anzitutto accettare l’idea che sia sempre possibile migliorare qualcosa in ciò che si sta facendo.

Da qui deriva anche un altro significato profondo del kaizen. Cioè esso non ha a che fare con l’accettare ciò che è come base per migliorare. Cioè col pensare anzitutto che c’è qualcosa di intrinsecamente buono.

Il cambiare nel kaizen non è sostituire, eliminare bensì piuttosto prendere ciò che c’è, studiarlo da vicino e capire se è possibile renderlo migliore.

KAIZEN E SPORT – COSA C’ENTRA IL KAIZEN CON LO SPORT

Ecco, come detto poco tempo fa, il kaizen sta “entrando” nel calcio e se prendesse piede, potremmo dire che “ci siamo” perché diventi main stream.

Ma in realtà l’approccio è già stato utilizzato in altre discipline, come ad esempio le arti marziali 3. Quindi, in qualche modo sempre nel contesto culturale e sociale giapponese. In quelle discipline, ad esempio, i muda sono i movimenti non necessari.

Vitale è rimuovere i movimenti in eccesso che non contribuiscono al compito, in modo da preservare quanto più possibile le risorse.

Dato che nella cultura originale giapponese esiste una chiara consapevolezza della connessione tra la mente e il corpo, nella stragrande maggioranza dei casi, il lavoro fatto sulla prima ha effetto sul secondo e viceversa 8. In particolare, nello sport non è solo il lavoro sul movimento, sull’attrezzatura, sulla nutrizione, sulla programmazione. Bisogna lavorare anche sul “pulire” la mente, sulla concentrazione, sul mantenere la mente sgombra e focalizzata. E in questo senso che la mente sgombra consente i movimenti essenziali e nulla di più.

Solo ciò che serve.

Un altro aspetto che è correlato con lo sport è l’automatismo dell’azione.

In molti casi nello sport il gesto tecnico è complesso. Questo gesto poi si aggiunge a molti altri, per arrivare a compiere la prestazione e vincere. Anche quando la mente è sgombra, è l’automatismo del gesto appreso per le molte ripetizioni a fare la differenza. Ciò è vero soprattutto per gli sport di durata.

In quel caso, la stanchezza fa la differenza. Quella mentale porta a sporcare sempre più il movimento.

Aumenta cioè i movimenti non necessari e che concorrono non solo ad allontanarsi dallo scopo, ma anche a produrre ancora più stanchezza. In questo ci metto un po’ della mia personale esperienza nel fitness funzionale. Quando sono allo stremo, riesco a trovare un movimento più pulito se ho l’opportunità di concentrarmi, anche pochi secondi, chiudendo gli occhi e “fissando” lo spazio che c’è tra i due occhi, il cosiddetto terzo occhio!

A questo punto, la differenza la fa la conoscenza perfetta del movimento e le ripetizioni che ho alle spalle. Quindi quanto automatico è diventato il gesto.

Anche in questo caso il miglioramento continuo è quello che permette di intervenire sull’intero processo, riducendo al minimo ciò che non serve e concentrandosi sull’essenziale.

RIFERIMENTI

1.         Cristiano Ronaldo e la filosofia Kaizen: il significato di un metodo che arriva dal Giappone. La Gazzetta dello Sport https://salute.gazzetta.it/news/23-04-2021/cristiano-ronaldo-e-la-filosofia-o-metodo-kaizen-il-significato-54514 (2021).

2.         Nicola: ‘Toro segui metodo kaizen, migliora sempre’ – Calcio. Agenzia ANSA https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/04/09/nicola-toro-segui-metodo-kaizen-migliora-sempre_72e66cba-37df-4d42-a441-1f01d8709c8d.html (2021).

3.         Harvey, S. Kaizen: il metodo giapponese per cambiare in meglio la tua vita giorno dopo giorno. (Newton Compton, 2019).

4.         Maurer, R. Un piccolo passo puo cambiarti la vita. (Vallardi, 2013).

5.         Imai, M. Gemba kaizen: un approccio operativo alle strategie del miglioramento continuo: con le storie delle aziende italiane che ce l’hanno fatta. (Franco Angeli, 2015).

6.         Kaizen. Wikipedia (2021).

7.         Muda (termine giapponese). Wikipedia (2020).

8.         Kaizen as the Way of Life – Originating in Martial Arts. https://www.linkedin.com/pulse/kaizen-way-life-originating-martial-arts-kazuyoshi-tsuyukusa.

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