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La Forza nel Powerlifting, e non solo

by Roberto Calandra
La Forza nel Powerlifting LNF

La Forza nel Powerlifting è chiaro che riveste un ruolo fondamentale. Ovviamente vince chi è più forte e non chi è più debole!

Però sappiamo che la Forza è fatta di varie sfaccettature e vari elementi che nel corso della storia del PL, sono andati cambiando, per l’evoluzione o cambiamento che ha avuto il Powerlifting stesso in questi anni.

LA FORZA NEL POWERLIFTING – SOLO FORZA MASSIMALE?

Quando iniziai ad allenarmi e gareggiare da Powerlifter, le cose erano diverse da oggi, almeno in parte. Non esisteva la categoria RAW e quindi si gareggiava solo GEAR.

Al fine della programmazione, le cose erano un po’ diverse.

Nel Gear, le sedute dove si allenava la forza veloce, erano molto presenti. Con l’attrezzatura era meno consigliato grindare, soprattutto per una questione di SNC.

L’attrezzatura richiede un buon lavoro sulla capacità di generare velocità in alcuni parziali dell’alzata.

Pensate alla Panca piana. Dal momento del press, bisogna generare più forza e velocità possibile, perché più velocemente arriviamo al punto dove ci lascerà il supporto della maglia, meno pesante ci arriverà quel muro dello sticking point. 

Nel GEAR, lo sticking point molte volte combacia proprio nel punto dove l’attrezzatura è meno performante o addirittura assente. Arrivare in massima accelerazione permette di superare più velocemente l’ostacolo.

Da qui, molte programmazioni basate sull’uso di parziali, elastici e catene. Bisognava imparare, non solo ad essere forti e veloci, ma anche ad accelerare.

Quando iniziai col WestSide, questo era molto marcato. Quando passai al distribuito o i lavori in stile Sheiko, il lavoro svolto a percentuali non oltre l’80%, mi permetteva di poter lavorare su questo aspetto.

FORZA E POWERLIFTING RAW

Con l’avvento del RAW, le cose sono un po’ cambiate. Oggi è più Performante chi è capace ed allena proprio la capacità di grindare. Nel RAW la Forza Massimale è preponderante sul resto, senza ombra di dubbio.

Per dare credito a quanto dico, prendo ad esempio due primi posti mondiali IPF.

Primo esempio è l’atleta RAW Orhii Russel:

Come noterete dal video, chiude la terza alzata, grazie ad una gestione perfetta della grindata. La chiude anche andando lentissimo! Questa è forza pura! Prestazione super nella -83 che sigla un record mondiale che durerà tanto tempo!

Se Russel non avesse avuto questa capacità di rimanere attivo e non spegnersi, si sarebbe sfracellato senza dubbio sul muro dello sticking point. Questo fa pensare al condizionamento svolto ad alta intensità. Poi magari non è vero un cazzo e lui è un fenomeno così. Però in Italia, Corrado Siragusa ci dimostra che grindare è un’arte e la si allena:

Secondo esempio invece GEAR per Mykola Barannik:

Come noterete, la terza di squat è sparata! Vi assicuro che non è detto abbiamo altri 10kg. Nel gear è molto più difficile chiudere un’alzata lenta!

Visto questo confronto, possiamo capire che anche la tipologia di strategia sulla programmazione cambia.

Senza dubbio, si può e si deve osare qualcosa di più, nella gestione non solo dell’intensità, ma del lavoro prodotto ad intensità più alta. Cosa improponibile per quanto riguarda il gear.

Lo stesso WestSide ha un po’ cambiato le logiche del suo metodo per i Rawer, o meglio, più che cambiate le ha riadattate.

In casa Italia, oltre Corrado Siragusa, i Vikings sono l’esempio che l’alto volume, anche ad intensità non proprio leggera, sia la chiave per la svolta.

CONCLUSIONI

L’intento di questo articolo è di aprire una serie di appuntamenti sulla Forza nel PL e la sua applicazione fuori da questo contesto

Da quanto detto finora, può sembrare che reputo il raw noioso, perché si allena solo la forza massimale. In realtà non è così, perché bisogna sempre essere capaci di accelerare. Arrivare allo sticking point lenti è un suicidio. Però va allenata anche la capacità a spingere, anche se lenti. In realtà il PL può essere visto come uno sport noioso in generale e non solo il RAW. Alla fine se ci pensiamo è una disciplina statica che si basa sul sistema anaerobico alattacido.

Praticamente nel PL funziona ciò che non va per gli altri sport.

In chiave preparazione atletica, questo è più che sconsigliato. Non si può allenare un atleta ad essere lento.

Il Powerlifting è uno sport che necessità di una preparazione specifica che non è sovrapponibile a discipline dove la velocità è fondamentale. Però anche questa è la sua bellezza! Essere diversi è un valore e non sempre c’è bisogno di uniformarsi

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