La responsabilità di un ruolo: sei ciò che insegni?

 

Questo articolo è rivolto ai tecnici dello sport, del fitness, ai coach blablabla di qualunque tipo.

 

Se hai scelto un lavoro nel quale devi insegnare agli altri qualcosa, è fondamentale che tu sia al corrente di una logica umana e comportamentale che è alla base dell’apprendimento.

Chi ti guarda impara prevalentemente da quello che fai e da quello che sei, non da quello che dici.

Mi rendo conto di partire in quarta, di “entrare a gamba tesa”, come si suol dire, e lo faccio per scelta.

Sono anch’io un tecnico del fitness, un coach blablabla, e oltre a studiare come funziona il cervello umano, ho alle spalle 28 anni nei quali ho potuto osservare cosa succedeva intorno a me, mettendomi sia nel ruolo di insegnante che nel ruolo di allieva.

Perché ci sono quelli che “distinguono l’apparenza dalla sostanza” e “quelli che no”?

 

 

LA FORMA E LA SOSTANZA

Lascia che ti parli brevemente delle origini del pensiero che, ancora oggi, è alla base di molte convinzioni collettive.

Nell’ambito delle Arti Marziali, viene dato un grande rilievo alla forma, oltre che alla sostanza. Di fatto, il kata è una “forma in movimento”. Non si tratta soltanto di un bel gesto da guardare, ma di un gesto che, tradotto in termini meccanici e fisici, racchiude una potenza capace di produrre risultati.

Nel mondo occidentale è diffuso e condiviso il dilemma della forma e della sostanza, una contrapposizione che è entrata nel nostro immaginario a partire dal Cristianesimo.

Eh sì, perché devi sapere che prima, grazie a quel gran figo di Aristotele (filosofo greco), nessuno ha mai pensato che la forma e la sostanza fossero due cose diverse.

La base del sistema filosofico aristotelico poggia proprio sul concetto per cui la forma e la sostanza sono indissolubili. Quella cosa che Aristotele chiamava sinolo (sun- olos: “tutto insieme”), e che potrebbe essere considerato un pochino come l’atomo in termini filosofici, rappresenta l’essenza di ogni essere, che è tale solo perché “la forma può modellare la sostanza e la sostanza costituisce materia grezza su cui poggia la forma”.

 

Ronaldo è passato da icona del campione a immagine del degrado. Può conservare una leadership carismatica in questa immagine?

 

Questo breve preambolo filosofico era necessario per farti capire che alcune convinzioni che sono alla base del pensiero comune hanno delle matrici antiche e differenti.

Chi vuole contrapporre l’abito e il monaco, segue un certo tipo di tradizione, chi invece pensa che il monaco e l’abito siano una cosa segue quell’altra.

 

 

EMULAZIONE E COERENZA

Questo è quel momento nel quale devi decidere qual è la tradizione a cui vuoi attaccarti tu, quale filone vuoi seguire.

Indipendentemente dalla tua scelta, è mio dovere dirti che la neurologia umana funziona in un modo solo.

E il modo in cui funziona richiede che le basi dell’apprendimento passino dall’emulazione.

Ecco perché, un modello che non sia coerente con ciò che propone verbalmente non può che risultare fallimentare agli occhi, alle orecchie e alla percezione di coloro che devono apprendere.

 

Se non ci credi, osserva gli animali e i bambini.

Guarda che cosa fa un gattino che impara ad aver cura della propria igiene personale. Se viene separato da una mamma che gli insegni con l’esempio come fare pipì, avrà difficoltà di adattamento e dovrà essere educato a usare spazi appositi per i bisogni. La stragrande maggioranza dei gatti cresciuti senza mamma appartiene alla categoria degli animali con problemi comportamentali perchè nessun umano può prendere il posto di mamma gatta in modo credibile.

Oppure, visto che nessuno di noi che sta leggendo è un felino, prova a ripetere a perdifiato a tuo figlio o a qualunque altro bambino che deve mangiare seduto composto, stando tu in piedi di fianco a lui e addentando disordinatamente una forchettata dopo l’altra dal tuo piatto. La maggior parte delle mamme sperimenta la frustrazione educativa perchè, per gestire uno o più bimbi piccoli, mette loro a sedere, ma deve muoversi di continuo per fare 100 cose assieme.

Il risultato pratico di una mamma power lifter è un bimbetto che si aggira per rack e vuole conoscere e fare ciò che vede fare.

 

Forse non hai animali, forse non hai contatto con bambini piccoli, ma se stai leggendo hai contatto con altri esseri umani, che forse sono tuoi clienti o allievi. Nulla di ciò che cerchi di trasmettere al tuo discepolo andrà in porto con efficacia se non è supportato da un esempio pratico e coerente.

 

 

LA NEBBIA COGNITIVA

Scendiamo ora un pochino nel dettaglio, raggiungendo un ambito leggermente più tecnico.

Quando il tuo comportamento non verbale, nel quale puoi includere tutto ciò che non è parola, è in conflitto con ciò che dici, si crea quella che è stata definita “nebbia cognitiva”.

Vera Birkenbihl (specialista dell’apprendimento e tra l’altro figlia di un personal trainer), in un libro che ha fatto storia, “I segnali del corpo”, spiega come una comunicazione non verbale non coerente con il messaggio verbale porti in prima istanza mancanza di fiducia verso la persona che la emette.

 

Facciamo un esempio pratico.

Stai aspettando l’atleta che devi allenare, ti stai annoiando e questi motivi personali di frustrazione interferiscono con la tua presenza mentale all’interno della sessione che verrà.

Accogli il tuo atleta mangiando una tavoletta di cioccolata, dicendogli però “che sei contento di vederlo e di poterlo allenare”, ma gli dici queste parole guardando in basso, altrove, evitando il contatto oculare con lui.

Durante la sessione, poi, arriverà il momento nel quale inciterai il tuo atleta a dare il massimo, a essere mentalmente presente su quello che fa, a curare l’alimentazione e il riposo, per ottenere la miglior performance.

 

Credi veramente che le parole che pronuncerai in quel momento e in quel contesto potranno cancellare l’alone di sfiducia che hai creato con un comportamento non conforme alle tue parole?

 

 

AUTO CHECK: SEI CIO’ CHE FAI?

Se hai scelto un ruolo da leader, dove “leader” definisce qualunque posizione guida tu stia sostenendo,è bene che tu rifletta attentamente sulla scelta che hai fatto.

 

  • Perché stai rivestendo questo ruolo?
  • È un ruolo che rivesti per scelta opportunistica, studiata a tavolino, o il ruolo che naturalmente rappresenta chi sei tu?
  • Sei consapevole che qualunque azione tu compia nel tuo quotidiano, anche quando non sei sotto i riflettori, alimenta e consolida la posizione che realmente abiti?
  • Ciò che proponi ai tuoi atleti o clienti, è ciò che tu stesso fai quotidianamente, adottando lo come stile di vita, o stai seguendo il “copione del bravo motivatore”?
  • Qualunque sia la risposta che hai dato a tutte queste domande precedenti, vivere nei tuoi panni risulta per te faticoso o spontaneo?

 

 

Dedicati 10 minuti.

 

Prendi carta e penna, rispondi a queste domande in maniera totalmente sincera ed introspettiva.

 

È la tua occasione per capire se stai soffocando nei panni di un personaggio che non sei tu, o se ciò che tu sai professionalmente è semplicemente l’estensione della persona che sei naturalmente.

 

A meno di 2 mesi dalla nascita di mio figlio, nonostante le notti insonni, mi ritagliavo sempre lo spazio per una sessione quotidiana di allenamento. L’obiettivo era inserire almeno 2 volte a settimana stacchi e squat.

 

Negli ultimi anni, in particolare, è diventato estremamente popolare rivestire ruoli che vanno sotto la volgare e semplicistica denominazione di “motivatore”.

È figo, è estremamente prestigioso diventare un punto di riferimento.

Piace a tutti essere di esempio agli altri, piace a tutti piacere agli altri, piace a tutti apparire come persone di successo, dove la parola “successo” viene spesso abbinata erroneamente al concetto di popolarità.

 

Ora fatti una domanda onesta.

Se tutte le persone che si definiscono coach, motivatore, preparatore blablabla, fossero veramente dei fenomeni di coerenza, ci sarebbero davvero ancora tante persone che brancolano nel buio alla ricerca di una luce guida?

La risposta è NO.

Se davvero tutti coloro che si spacciano per leader lo fossero, non ci sarebbe quasi più spazio per essere follower!

 

Questa è la tua occasione brutale per capire se il lavoro che stai facendo è all’altezza dei valori che richiede.

Di conseguenza è il momento per capire come mai stai ottenendo o non ottenendo ciò che vuoi ottenere.

 

OTTIENI CIO’ CHE DESIDERI?

Se sono anni che sogni di avere un nutrito seguito, di avere l’happy problem di non saper come fare a gestire un numero sempre crescente di clienti, eppure questo non succede, le cause possibili potrebbero essere mille, ma c’è la possibilità che la causa primaria risieda proprio nel fatto che tu non sei ciò che vorresti essere, e che di conseguenza la gente percepisca – senza poterlo o saperlo verbalizzare – che non può fidarsi di te e affidarsi a te.

Se essere il personaggio del bravo motivatore ti costa una fatica immane, se mangiare in modo coerente con ciò che proponi e se allenarti ai livelli a cui spingi gli altri sono per te sforzi, e non azioni facili, devi riflettere.

 

Al contrario, se non riesci a capire come mai il tuo successo sia sempre crescente, aldilà di tutte le cose che tu vorresti ancora fare e/o sapere per migliorare, la risposta potrebbe risiedere nel fatto, apparentemente irrilevante, che tu sei un leader naturale.

Il prodotto che vendi sei tu!

E non c’è niente di più autentico di una lezione imparata da chi quella lezione la rappresenta.

 

IL TEST DEI MENTORI

C’è un ultimo esercizio che ti chiedo di fare.

Concediti altri 5 minuti, e fai una lista dettagliata delle 5 persone che indichi come mentori del tuo percorso personale.

 

Fatto?

 

Ora, fai un ulteriore passo.

Esamina per ciascuno di loro quanto è forte il valore “coerenza”.

Di quelle cinque persone, in quante rappresentavano in maniera potentissima ciò che erano veramente?

Scoprirai che hai scelto proprio le 5 persone che ti hanno trasmesso la loro essenza, e non 5 persone che ti hanno insegnato come interpretare un ruolo.

 

Proprio come i bambini, che imparano dalle azioni degli adulti, noi adulti, che siamo bambini un po’ più grandi, impariamo dalla coerenza e chi entra in noi.

 

Scopri chi sei veramente: l’unica persona che potrà insegnare davvero qualcosa ai propri discepoli è quella che trasmette la propria essenza.

Giovanna Ventura

Giovanna è esperta di cambiamento.
Da 27 anni aiuta le persone a cambiare vita e punto vita. Supporta coloro che pensano di non farcela: li accompagna alla scoperta delle proprie capacità, per usarle con successo e per raggiungere l’aspetto, il benessere, l’autostima che desiderano. Ha seguito un percorso duplice che ha abbracciato, e abbraccia tuttora, la sua vita: lo sport, in tante sue forme, e la conoscenza del cervello umano. Per questa ragione non stupirti se nei suoi articoli si mescoleranno filosofia antica, coaching, programmazione dell’allenamento e studio del linguaggio. Per sapere nel dettaglio qual è stato il suo percorso e come si sviluppa il suo lavoro, ti mando  in QUESTA SEZIONE: troverai informazioni sulla sua metodologia di allenamento e crescita personale, Train With Brain ™. Web: giovannaventura.com, fitmominaction.com, be-your-best.it Email: giovannaventura@giovannaventura.com.

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