Le tre caratteristiche principali del pesista

Quasi tutti i ragazzi che mi contattano, per avvicinarsi alla pesistica olimpica, mi rivolgono la stessa domanda :” Cosa devo fare per migliorare?”

Fino a poco fa, invece di dare una risposta diretta al quesito, mi limitavo a spiegare come queste alzate abbiano una complessità non indifferente e che serve solamente tempo e pazienza per raggiungere risultati notevoli. Nonostante la “non risposta” che davo fosse giusta, sicuramente era incompleta.

Con quest’articolo tenterò di rispondere a tutti quei ragazzi che vogliono sapere cosa fare per migliorare strappo e slancio oltre a strappo e slancio.

Le caratteristiche che possiede un pesista odierno, sono innumerevoli e se ne potrebbe parlare per ore, tuttavia le qualità principali che non possono mancare sono tre.

 

FORZA

Sembra scontato, ma non è così. Quando vediamo la pesistica ai giochi olimpici, stiamo osservando atleti che spostano carichi di due, due volte e mezzo o addirittura tre volte il loro peso corporeo, a circa due metri al secondo! Questo è possibile, solamente se si hanno dei gradienti di forza mostruosi. La forza degli arti inferiori e degli estensori del tronco, sono essenziali per poter effettuare le alzate, ma non sufficienti. Anche l’upper body “costruito” è indispensabile per sostenere certi carichi sopra la testa.

In un atleta molto efficiente, il massimale di slancio si attesta attorno al 90% del suo squat avanti. Capite bene che incrementare lo squat, su un atleta con quel rapporto tra i due esercizi, avrà sicuramente un transfert sull’alzata di gara. Il mio consiglio è quindi di creare delle solide basi di forza su tutti i vari distretti corporei. Preferibilmente usando esercizi che favoriscano la sinergia muscolare e che rispecchino un minimo il modello prestativo della pesistica.

 

MOBILITA’

Subito dopo gli sport della ginnastica (ritmica e artistica) e il nuoto sincronizzato, l’atleta che ha le maggiori richieste di mobilità è proprio il pesista. Non è inusuale vedere sui vari video di hookgrip, oppure all things gym, pesisti che durante il riscaldamento, raggiungono delle escursioni articolari impressionanti. Soprattutto per i volumi muscolari che possiedono. Questa è la qualità più trascurata erroneamente, poiché da essa dipende la capacità di assumere le posture ottimali, per sostenere i carichi in maniera ottimale, ma anche sollevarli in maniera ottimale.

Quali sono le strutture articolari che interessano di più la pesistica? Tutte!

I trattamenti miofasciali, sono un ottimo strumento per ottenere risultati evidenti in poco tempo, ma come qualsiasi capacità condizionale, serve la costanza nel tempo, per poter mantenere i risultati ottenuti o per poter progredire.

 

VELOCITA’

Una delle caratteristiche che rende unica la pesistica, è la richiesta di dover generare tensioni massimali in tempi brevissimi e in spazi brevissimi. Pensate allo strappo e la velocità che raggiunge il bilanciere, arrivato all’altezza dell’inguine durante la tirata! La velocità è la qualità meno allenabile di tutte probabilmente, d’altronde se così non fosse, saremmo tutti campioni! La velocità è sicuramente strettamente correlata con la forza. Ergo un incremento dei massimali, vi renderà più veloci sul quel dato movimento a percentuali più basse. Il lavoro di potenziamento, tuttavia , deve sempre rispecchiare le esigenze della disciplina. Proprio per questo, bisogna evitare le alzate “grindate”. Il lavoro pliometrico ( con le dovute progressioni) è molto utilizzato per lo sviluppo dell’esplosività e se abbinato con raziocinio al potenziamento può portare a risultati sorprendenti nel giro di poco!

 

Conclusioni

Mi sento di avvisare i lettori che l’allenamento di queste tre qualità, diventano del tutto inutili, senza un buon coaching sulle alzate. Ribadisco come la costanza nel tempo e la pazienza siano, forse, le uniche caratteristiche fondamentali di questo sport. La devozione che richiede questo sport, per la cura di tutte le sue componenti è un percorso altamente educativo e proprio per questo lo adoro e lo farò per tutta la vita.

Stay strong my friends!

 

A cura di Giacomo Romani

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