L’insensibilità agli Ormoni Tiroidei

 

 

La famiglia degli ormoni tiroidei è composta dalla triiodotironina(T3) e dalla la tiroxina (T4).

Queste due sostanze son prodotte a livello dalla tiroide, una ghiandola che si trova sul collo, lateralmente alla trachea.

La triiodotironina ha una struttura molecolare che ingloba tre atomi di iodio e la sua produzione avviene ad opera dalle cellule follicolari della tiroide, partendo da un precursore molecolare, la tireoglobulina.

I livelli ematici di T3, non dipendono però solo dalla produzione tiroidea. Infatti buona parte del T3 (oltre i 3/4 della produzione totale) viene ottenuta a livello periferico, a partire dalla tiroxina (T4), per mezzo di una classe di enzimi specifici chiamati deiodinasi.

Questo gruppo di enzimi sottrae un atomo di iodio alla tiroxina trasformandola in t3.  T3 è presente in quantità minore rispetto al T4 nel sangue, ma la sua attività metabolica è ben più marcata!

Questo ormone è altamente lipofilico e quindi si scioglie in sostanze lipidiche, ma non in acqua e nemmeno nel sangue, dove si trova infatti legata a proteine specifiche. La più importante è la TBG (Thyroid Binding Globlulin). Altre due proteine plasmatiche che concorrono al trasporto del T3 nel sangue sono l’albumina e la transtiretina.

Per metter in atto la sua funzione metabolica la triiodotironina deve slegarsi dalle proteine vettrici.

La frazione libera dalle proteine di T3, viene detta fT3(free t3), ed è la sostanza che viene comunemente dosata negli esami del sangue, poichè esprime meglio l’attività della tiroide. Nell’ipotiroidismo il T3 totale risulta ridotto, ma si potrà osservare un rapporto T3 totale/T3 libero spostato in favore della frazione libera dalle proteine, in virtù di un meccanismo di compenso che cerca di supplire alla carenza di ormoni tiroidei divincolandoli il più possibile dalle loro proteine leganti.

La tiroide, inoltre, produce infatti anche un altro importante ormone: il T3 reverse, cioè inverso (rT3).

Rt3 è una forma inattiva dell’ormone t3 che vien originata da un enzima appartenente sempre alla famiglia delle deiodinasi ma differente da quella che produce il t3 metabolicamente attivo.

Tale deiodinasi vien iperattivata dal cortisolo e dalle interleuchine 1 e 6 che son citochine proinfiammatorie!

La funzione del rT3 previene un’eccessiva e potenzialmente dannosa iperproduzione di T3attivo,stabilendo così un equilibrio dinamico tra t3 ed rt3.

Se però la produzione di rt3 aumenta a dismisura è inevitabile incorrere in un decrememento del ritmo metabolico con tutti problemi che ne conseguono!

È quindi importante dosare nel sangue il livello di t3 inverso!

Si può infatti capire, da quanto detto su, che questa è una delle ragioni per cui in alcuni soggetti ipotiroidei la terapia con T4 non sempre è efficace,qualsivoglia sia il dosaggio del T4 integrativo.

Daltronde aumentar il quantitativo di t4 integrativo non fa altro che incrementar la produzione di rT3!

L’aumento di rT3 (blocco dei recettori del T3 e della conversione del T4 in T3) riduce l’efficienza dell’attività enzimatica, rallenta il dispendio calorico ed il fabbisogno energetico,aumenta lo stress infiammatorio e altera il metabolismo prostaglandinico e citochinico.

Con l’avanzar dell’età, si riduce sempre più la conversione dell’ormone nella forma attiva e aumenta la conversione nella forma inattiva e ciò spiegherebbe, almeno in parte, perché il metabolismo tende a declinar con l’età.

Alcuni farmaci, lo stress, uno stile di vita cronicamente malsano, il fumo, l’ alcool, il sovrallenamento cronico nel caso degli sportivi, carenze alimentari di selenio, nonchè deficit di vitamina b12, carenza o eccesso di ferro, intossicazione da metalli pesanti e altre cause possono determinare un’alterazione dell’omeostasi della ghiandola tiroidea.

Nondimeno, anche l’utilizzo improprio o l’abuso di alcuni integratori, può risultar dannoso.

Non scenderò qui in dettagli inerenti i meccanismi che scatenano l’ipertiroidismo o l’ipotiroidismo, ma mi limiterò a spiegar brevemente come alcune sostanze naturali (similmente ad alcuni  farmaci), possono ridurre l’attività tiroidea o limitar l’attività degli ormoni tiroidei a livello periferico, motivo per il quale molte persone lamentano debolezza, mancanza di energia, difficoltà a perder peso pur seguendo uno stile di vita equilibrato.

Giusto per far un esempio, l’abitudine ad assumere giornalmente e cronicamente molti caffè, ad esempio, porta ad un accumulo di acido caffeico (seppur ridotto dalla torrefazione rispetto al quantitativo presente nel caffè verde).

L’acido caffeico sequestra lo iodio, con conseguente riduzione della produzione di ormoni tiroidei.

Lo stesso discorso vale quando, nel tentativo di tamponare l’acidosi per migliorar le prestazioni sportive, alcuni atleti usano a cuor leggero il bicarbonato in quantità superiori a quelle necessarie.

Nondimeno l’uso incontrollato del bicarbonato, come antiacido, crea gli stessi effetti. Infatti sequestra lo iodio in maniera dose dipendente e in quantità non trascurabile.

Alcuni minerali contenuti in alcuni multivitaminici/multiminerali se assunti in overdose possono attivare il tipo di deiodinasi che produce il t3 inverso.

Sempre più spesso, vengono messi sul mercato, dei prodotti finalizzati ad espletare un’attività antiossidante e antitumorale, contenenti isotiocianati la cui concentrazione è, se non discutibile, quanto meno arbitraria ed opinabile.

Essi posson infatti interferire con l’attività tiroidea, se assunti in quantità eccessive e senza ciclizzazione alcuna.

Analoga osservazione, può esser fatta per gli isoflavoni della soia!

Altri integratori a base di ortica, possono aver effetti diametralmente opposti, in base alla parte della pianta utilizzata nell’integratore.

Usando la radice di ortica, si può aumentare la quantità di t3 libero, perchè alcune sostanze contenute nella radice di ortica slegano il t3 dalle proteine leganti.

Se invece vengono utilizzate le parti aeree della pianta, si ha l’effetto opposto in quanto aumenta la frazione legata di t3!

Come sempre, occorre saper che di più non sempre è meglio, cercando di capire quale possa esser il  dosaggio migliore per ciascun individuo.

Occorre quindi evitare il fai da te e cercare di non farsi condizionar oltremodo dagli slogan pubblicitari non suffragati da ricerca scientifica autonoma e attendibile!

Prossimamente parleremo di come tutelar la salute tiroidea e di quali sostanze naturali, stando alle ultime ricerche scientifiche, possono aiutarci allo scopo!

 

Andrea Stendardo
Andrea Stendardo è da sempre un appassionato di sport ,in particolar modo di sport di potenza e di bodybuilding.
Ha dedicato molto tempo all’osservazione e allo studio di programmi allenanti e metodiche nutrizionali, ma l’aspetto che più di tutti ha sempre avuto a cuore nelle sue ricerche è stato lo sviluppo di un approccio che gli permettesse di capir come integrar reciprocamente le attitudini nutrizionali e le metodiche allenanti di un individuo.
Ciò gli ha permesso di sviluppar un approccio ad personam pur nella dinamicità della fisiologia umana.
Forte del suo background in chimica farmaceutica e dei suoi studi di cinesiologia, ha avuto modo di testar sul campo diverse teorie, convinto che ogni cosa possa sempre esser migliorata nonchè ampliata e arricchita di particolari che, talvolta, possono far la differenza nel raggiungimento di un determinato obiettivo.
Come dice un vecchio motto di biologia evolutiva:”la funzione crea l’organo”.
Comprender la funzione di qualcosa è l’elemento necessario  per l’evoluzione della stessa!!!

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