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Piedi, quanto sono importanti per la performance?

by Yari Decima
Piedi, quanto sono importanti per la performance LNF

La passione per i piedi (in senso anatomo-funzionale) l’avevo già da tempo. Ho intuito quanto fossero importanti per il nostro corpo, il movimento e di conseguenza la nostra salute e performance.

Le piaghe sociali contemporanee, a livello posturale, vengono probabilmente rappresentate da tre fattori principali:

  • il cellulare, che impone una flessione cervicale prolungata e l’anteposizione del capo (cervicalgie, mal di testa, problemi di vista,ecc…);
  • la sedia con schienale, che tiene il bacino in retroversione con la disattivazione degli stabilizzatori e dei glutei (mal di schiena, attivazione viziata di muscoli sbagliati,ecc…);
  • le scarpe, che assorbono le vibrazioni e impediscono l’attivazione dei sistemi di stabilizzazione ascendente di tutto il corpo (problematiche di stabilità locali, globali e rischio infortuni).

PIEDI PERFORMANTI, CHE SCARPE USARE?

Per quanto riguarda le scarpe, i canoni della moda e i criteri raffinati delle nuove generazioni prediligono spesso calzature, oltre che di dubbio gusto, molto rialzate da terra, con suolette morbide e che costringono il piede sia in lunghezza che larghezza.

Il sempre più marcato e ammortizzato distacco dal suolo impedisce ai recettori del piede, specialmente quelli adibiti alla rilevazione delle vibrazioni, di intervenire nell’appoggio ottimale e nella regolazione di tutti i muscoli di gambe e tronco, incapaci quindi di stabilizzare il corpo durante l’uso degli arti inferiori.

La storiella che ci raccontano è che queste scarpe, come quella da corsa, ammortizzano gli urti e prevengono gli infortuni.

Questa è purtroppo una bufala già ampiamente smentita su tutti i fronti scientifici che si occupano del settore.

Superfici che attenuano le vibrazioni, ci riducono solamente la possibilità di percepire gli urti, non annullarli.

In questo modo tutti i sistemi auto-regolatori che stabilizzano, assorbono e restituiscono l’energia dell’impatto al suolo vengono goffamente sopiti.

Oltre a un’ esecuzione sbagliata, ci sarà un accumulo di contatti potenzialmente pericolosi al suolo che porteranno prima dolore e poi infortunio.

Per poter essere stabili durante i movimenti, si devono attivare tutti quei sistemi di regolazione AUTOMATICA che partono dal piede e il suo appoggio, danno feedback che permettono l’allineamento corretto del ginocchio, attivano il pavimento pelvico, stabilizzano il bacino e la schiena, fino all’attivazione e posizionamento del diaframma.

Se viene a mancare il corretto feedback da parte dell’appoggio del piede tutto questo processo di stabilizzazione viene meno, quindi a catena chiusa (cammino, corsa, salto) non riusciremo a stabilizzare l’intero corpo e perderemo efficacia prestativa e sicurezza del gesto. 

SCARPA SBAGLIATA E SCARSA MOBILITA’

C’è poi un altro punto fondamentale da tenere in considerazione.

Utilizzare queste calzature riducono flessibilità e mobilità del distretto di piede e caviglia, contribuendo a degli adattamenti morfologici secondari (come l’alluce valgo). Portano progressivamente a una perdita di funzionalità, una vera e propria regressione morfologica dell’intero distretto corporeo che altera significativamente la deambulazione.

Un rilascio mio fasciale della muscolatura, la mobilità e l’attivazione degli stabilizzatori silenti sono solo i primi passaggi per un recupero della capacità del piede di fare il suo mestiere.

Stare appiccicato a terra più possibile per farci muovere in sicurezza, senza neanche pensarci.

Ma sono tutti interventi specialistici che per essere efficaci vanno fatti a lungo e con costanza…meglio prevenire!

Certamente, in sport che non presentano una continua contrazione pliometrica, la calzatura deve essere funzionale al gesto. Lo scalatore avrà le su scarpe specifiche, come il sub o il sollevatore di pesi.

Quest’ultimo deve adottare le scarpe con il drop necessario a permettergli di scendere nello squat senza che il suo limite di dorsi-flessione di caviglia vada a incidere sulla perdita della curva lombare.

Questa ovviamente è dipendente da tanti altri fattori, come la morfologia dell’articolazione femore-anca, il controllo motorio del soggetto, le proporzioni corporee.

Allo stesso tempo, la scarpa non deve però spostare anteriormente il carico sulle ginocchia, specialmente per chi ha già una sufficiente mobilità di caviglia…a meno che non sia una strategia voluta!

A riguardo c’è un bell’articolo sulle scarpe da squat di un mio amico e collega Anthony Pavia (link)?

Curate le fondamenta: se non siamo neanche in grado di stare correttamente in piedi non riusciremo di certo a essere prestanti fisicamente anche nel resto.

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