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Preparazione Atletica e Pesi. Non è Bodybuilding!

by Marco Testa
Preparazione Atletica e pesi Lift 'N' Fight

Sulla preparazione atletica e l’utilizzo dei pesi la disinformazione ed ignoranza sono una realtà consolidata in Italia. Si pensa sempre che l’utilizzo dei pesi sia peculiarità dei bodybuilder.

Prima di addentrarci nell’argomento, una premessa è assolutamente doverosa. Questo articolo è inutile.

“Ma come?”, direte, “inizi a scrivere un articolo dicendo che è inutile? E allora che lo scrivi a fare?”.

Sì, è inutile, ma lo scrivo lo stesso, perché la realtà e che trattare l’argomento dovrebbe essere inutile, ma capita che, in alcuni contesti ed ambienti non lo sia.

PREPARAZIONE ATLETICA E PESI – FACCIAMO CHIAREZZA

Per chi fa seriamente e in modo sensato una delle due cose citate nel titolo, preparazione atletica o bodybuilding, il problema non si pone. Non c’è rischio che si mischino, non si rischia di fare confusione.

Capita però che a volte venga confuso quel che dovrebbe essere fare preparazione atletica con i sovraccarichi, diciamo la parte “strength” dello “strength and conditioning”, con fare del bodybuilding fatto male.

Ed è così che si alimentano i falsi miti: “i pesi rallentano, diventi grosso ma perdi agilità, lavorare con i sovraccarichi è controproducente per la performance”.

E’ vero, lavorare MALE con i sovraccarichi è controproducente per la performance.

Preparazione atletica e body building condividono molti mezzi (i sovraccarichi, appunto) ed alcuni metodi.

Stop.

Le assonanze finiscono qui.

Partiamo dalla fine, l’obiettivo. Scopo dello Strength Training per la maggior parte degli sport di prestazione, è esprimere alti livelli di forza in un tempo limitato, quindi un qualche tipo di espressione di forza esplosiva e/o veloce.
A seconda di questo tempo, e dei livelli di forza richiesti, rientriamo quindi nello spettro della strength/speed, che possiamo chiamare forza esplosiva ad alto carico, o speed/strength o forza esplosiva a basso carico.

Ci sono le eccezioni come il Powerlifting, in cui lo scopo è esprimere i massimi livelli di forza e c’è tempo sufficiente per applicare tutta quella che si ha a disposizione, ma come detto è un’eccezione e oltretutto in quel caso parliamo di lavoro ancor più sport-specifico.

Quindi il fine di lavorare con i sovraccarichi in una preparazione atletica è massimizzare questa componente: la capacità di reclutamento, la coordinazione intra ed intermuscolare, massimizzare la frequenza di scarica.

La massima efficienza ed economicità del gesto dunque: a parità di effort, ottenere il massimo power output.

PREPARAZIONE ATLETICA E PESI – LA COORDINAZIONE MUSCOLARE

Una piccola nota chiarificatrice per chi fosse neofita e quindi non abbia mai sentito questa terminologia.

La coordinazione intramuscolare è la capacità del sistema nervoso di reclutare in modo coordinato le varie unità motorie, e di conseguenza le varie fibre muscolari, all’interno del singolo muscolo. Se le unità motorie si attivano in modo più coordinato il muscolo stesso sarà capace di produrre un livello di forza maggiore, o in minor tempo.

Per coordinazione intermuscolare si intende, invece, la coordinazione tra i vari muscoli di una catena cinetica che si attiva per dar luogo a uno specifico gesto: timing di attivazione dei vari “anelli” della catena (i singoli muscoli) e un giusto rapporto di forza tra di essi, fanno parte della coordinazione intermuscolare.

Nel bodybuilding spesso addirittura lo scopo è opposto.

Certo, in determinate fasi e in determinati contesti, anche queste componenti possono essere utili, come ben spiegato da Stefano Foschini in questo articolo, ma oltre a questo ci sono metodi che nella preparazione fisica sarebbero controproducenti.

Molto spesso si ricerca di massimizzare il carico interno con il minor carico esterno possibile: una gran fatica percepita e un ottimo carico meccanico, nonchè stress metabolico andando a protrarre questo tipo di esecuzioni, ma un power output davvero basso.

Semplicemente perché il power output non è lo scopo.

PREPARAZIONE ATLETICA E PESI – OBIETTIVI PER LA PERFORMANCE E PER IL BODYBUILDING

Abbiamo accennato alla coordinazione intermuscolare: nella preparazione atletica difficilmente si vuole targhettizzare un singolo muscolo (a parte quando si vogliono colmare degli squilibri che limitano la funzionalità), ma si cerca di andare a migliorare il più possibile la sinergia tra i vari anelli di una catena cinetica (lo scopo è sempre quello, massimizzare il power output).

Nel bodybuilding invece è molto frequente dover colpire il più possibile un singolo distretto, cercando di “isolare” (virgolettato d’obbligo in quanto il reale isolamento difficilmente esiste) il lavoro di un muscolo limitando più possibile l’aiuto da parte dei sinergici.
Come già detto invece nella prestazione serve tutta la sinergia possibile.

Sicuramente ci sono anche dei punti in comune, abbiamo già detto che i mezzi sono spesso gli stessi, i sovraccarichi, ma c’è anche un effetto che è simile nelle due discipline: l’ipetrofia.

La sostanziale differenza è che sa da un lato (bodybuilding) questo è il fine, dall’altra parte lo possiamo vedere come un side effect (positivo, ma non sempre).

Cambia in parte il tipo di ipertrofia che si ottiene.

Per un atleta di prestazione è utile andare a migliorare principalmente la componente miofibrillare, quella che qualcuno definisce anche ipertrofia funzionale, aumentando la porzione contrattile del nostro tessuto muscolare.

Il Bodybuilder mira ad ottenere un aumento anche della componente sarcoplasmatica, utile ad ottenere le rotondità tipiche dei culturista, ma che per  un atleta di performance rischierebbe, in parte, di essere inutile zavorra.

La confusione che non di rado ancora porta le persone non del settore (ma, ahimè, a volte anche “professionisti” della preparazione fisica) ad affermare che allenarsi con i pesi è controproducente per un atleta, che i pesi “legano” e “rallentano” è dato dal fatto che spesso ancora si confondono queste due realtà, e si pensa che un atleta (di sport di prestazione) si alleni con i pesi come un Bodybuilder. In questo caso, l’asserzione che i pesi rallentano, potrebbe diventare vera. 

CONCLUSIONI

Trovarsi ad avere maggior volume muscolare principalmente grazie allo sviluppo della componente sarcoplasmatica potrebbe effettivamente essere controproducente, e allo stesso modo allenarsi cercando spesso il massimo “isolamento” muscolare, va a discapito della coordinazione intermuscolare, che come abbiamo già detto è fondamentale per un gesto tecnico in cui serve la massima sinergia.

E’ fondamentale che, a discapito della disinformazione fatta dai giornaletti nostrani che dovrebbero parlare di sport, ma che vanno bene giusto per fare gossip sulle fidanzate dei calciatori, si diffonda la consapevolezza che l’allenamento con i sovraccarichi è fondamentale per qualsiasi atleta, e usare i sovraccarichi stessi con lo scopo di supportare la performance non equivale ad allenarsi come un bodybuilder.

(A scanso di equivoci, poiché: non è assolutamente scopo dell’articolo dare un’accezione negativa all’allenamento “da bodybuilder”, ma semplicemente chiarire il fatto che, quando il fine è diverso, anche la metodologia per raggiungerlo è diversa)

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